Giovedì, 16 Settembre 2021

VIDEO | Primi intoppi dopo la chiusura del centro Nemo Sud, nuova ondata di indignazione dopo la denuncia di una mamma

Il deputato De Luca e Azione Sicilia intervengono dopo la segnalazione sui social. ““Il Commissario del Policlinico aveva dato certezze sulla capacità del nosocomio universitario. La realtá, però, ci mette poco ad emergere e sbatte in faccia”

“Come previsto, la chiusura del Centro Nemo Sud sta causando i primi enormi disagi ai malati e alle loro famiglie. Il racconto della mamma di Peter la dice lunga su quello che potrebbe accadere d'ora in avanti a tutti quei pazienti affetti da gravi malattie neuromuscolari che necessitano di cure e assistenza specialistiche”.

E’ l’intervento del deputato regionale del Movimento Cinque Stelle  Antonio De Luca sul Nemo Sud dopo il racconto sui social della mamma di un bimbo, ex paziente Nemo Sud ora affidato alle cure del Policlinico Universitario.

La donna ha denunciato ore di attesa per l’accettazione prima, la difficoltà di trovare il medico dopo per sentirsi dire che mancava l’impegnativa, il passaggio di consegne e chi più ne ha più ne metta - comunicazioni smentite dalla signora con screenshot documentali - il bambino è stato rimandato ad altra data. 

“Il Nemo Sud poteva contare su personale medico e infermieristico altamente specializzato – scrive De Luca - che conosceva la storia clinica di ciascun paziente ed era in grado di seguire in maniera puntuale ed approfondita ogni singola persona. In questo momento, il Policlinico di Messina non può garantire il medesimo livello di efficienza nell'ambito delle normali attività dei reparti coinvolti”.

Scondo il deputato l'approccio multidisciplinare che caratterizzava il Nemo Sud non è facilmente replicabile e questo rischia di penalizzare i pazienti oltre ogni misura. “Il Governo Musumeci è responsabile di questa situazione, perché non è riuscito ad evitare che si arrivasse alla chiusura del centro specializzato in malattie neuromuscolari – scrive De Luca -  Musumeci ed il 'riabilitato' Razza sono intervenuti tardivamente e, di fatto, senza trovare una soluzione idonea per i pazienti e le loro famiglie. Non si può restare indifferenti dinanzi allo sfogo della madre di Peter ed è soprattutto a lei e a tutti i familiari delle persone più vulnerabili che la Regione deve dare risposte concrete. Fino ad oggi abbiamo assistito a inutili proclami del Governo Musumeci,  che nulla ha fatto per salvare il Nemo Sud, con il risultato che il Centro ha chiuso i battenti ed i pazienti sono stati abbandonati al loro destino”.

Sulla vicenda anche Azione Sicilia attraverso il coordinatore Regionale GianGiacomo Palazzolo, Eleonora Urzi Mondo (comitato promotore regionale) e Francesco De Pasquale (comitato promotore provinciale).

“Il Commissario del Policlinico – si legge in una nota - aveva dato certezze sulla capacità del nosocomio universitario, e lo stesso assessore Razza si era premurato di confermare la sua massima fiducia al Gaetano Martino per il percorso di transizione. Ma ‘l’andrà tutto bene’ -che, quasi, poteva  lasciar intendere che di un centro specializzato come il NeMO non ci fosse neanche reale bisogno- era evidentemente la classica frase fatta per mettere una toppa con uno spot fumoso. La realtá, però, ci mette poco ad emergere e sbatte in faccia con tutta la forza possibile. In faccia a dei bambini (stamattina erano in due) che di queste incapacità sono vittime.  Alle loro famiglie che, improvvisamente, restano orfane di un supporto vitale, di una realtà efficiente e di un servizio che ora, al netto di frasette propagandistiche e autoreferenziali, non ci si è mostrati all’altezza di erogare. Le parole di questa mamma raccontano uno spaccato inammissibile. Chi ne è responsabile? – chiede Azione Sicilia - Chi ha sbagliato? Perché non si è provveduto ad accogliere quelle consegne che, stando a quanto riportato, sarebbero state trasmesse in data 22 giugno?”.

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