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Cronaca Alì Terme

Cimitero conteso tra Alì e Alì Terme, lo scontro al Cga con fumata nera: si torna al Tar

Si chiude con un nulla di fatto il ricorso presentato contro la precedente sentenza. Motivazioni e scenari secondo gli avvocati dei due enti

Il Cga di Palermo ha rinviato al Tar di Catania la decisione sulla contesa del cimitero tra i Comuni di Alì e Alì Terme. Il Tribunale di primo grado aveva ritenuto che il decreto Prefettizio del 1949 non poteva stabilire un regime di comproprietà del cimitero tra i due comuni, perché la competenza in tale materia è solo della Regione.

A fronte di un quadro ingarbugliato dopo oltre cento anni di storia tra fusioni e scissioni tra i due Comuni, inoltre, il Tar aveva valutato come corretta la scelta del Comune di Alì Terme di negare la possibilità di costruire nuovi loculi all’interno del cimitero ai “cugini” di Alì. Dunque l’appello dinnanzi al Cga da parte del Comune di Alì con una sentenza del 18 dicembre che di fatto “decide di non decidere”.

Lo spiega il legale del Comune di Alì Terme, Antonio Medina, avvocato roccalumerese del Foro di Messina, che ha assistito l’ente nel giudizio dinnanzi al Cga di Palermo.

“C’è poco da dire, la decisione del Cga, per gli addetti ai lavori, è di piana lettura: l’unico punto fermo, al momento, è che siamo al nulla di fatto”.

Andiamo per ordine. “Cerchiamo di essere chiari: esistono delle regole processuali e queste sono state applicate dal Cga – spiega l’avvocato - Nel giudizio amministrativo il Giudice d’appello ha soltanto due strade: o tiene presso di sé la causa e la decide nel merito (cosa che il Cga non ha fatto); oppure, in alcune e tassative ipotesi, tra le quali rientra quella in cui egli ritenga che il giudice di primo grado abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione, la deve necessariamente rimettere al primo giudice affinché lo stesso eserciti quella giurisdizione erroneamente declinata e decida nuovamente il ricorso. Tertium non datur, non è previsto che il giudice d’appello possa decidere il merito ed al contempo rimettere la causa al primo grado per una nuova decisione.”

“Nel caso che ci occupa, il Cga non ha statuito alcunché sulla titolarità del Cimitero e non ha, neppure deciso sulla legittimità dei provvedimenti impugnati, che non sono stati annullati, ma ha soltanto censurato l’errore del Tar per avere quest’ultimo declinato la giurisdizione di merito nella vicenda - continua l’avvocato Medina - posto che, secondo l’interpretazione datane dal Cga, la questione, prim’ancora che in un diniego edilizio alla realizzazione dei n. 48 loculi, si sostanzia in una contesa sulla titolarità di una porzione di territorio, e quindi in una possibile questione riguardante la corretta delimitazione dei confini territoriali tra i due Comuni. La sentenza di primo grado è stata annullata soltanto per questa ragione e la causa è stata rimandata al Tar affinché quest’ultimo possa procedere ad un nuovo scrutinio dei motivi di ricorso e decidere nel merito. A questo punto, le parti (ovviamente, chi ne abbia interesse) devono riassumere il giudizio entro 90 giorni, pena la sua estinzione”.

Per il legale del Comune di Alì Terme, quindi, l’unica statuizione che si rinviene nella sentenza è quella che riguarda la giurisdizione estesa al merito che il Tar dovrà esercitare: “Tutto quanto abbia opinato o argomentato il Cga, l’unica statuizione della sentenza è quella in punto di giurisdizione. In ogni caso, il Tar nel procedere al nuovo scrutinio del ricorso non sarebbe affatto vincolato al contenuto della decisione da adottare. Insomma, dopo tre anni di causa siamo punto e accapo; con un rischio ulteriore: che il contenzioso possa durare ancora più a lungo. Si tratta di una normalissima sentenza di rimessione al giudice di primo grado, in cui nulla ancora è definitivamente deciso. Non è qui il caso di aggiungere altro; in questo momento esistono dei limiti a ciò che posso o non posso dire su questa vicenda. Ho, comunque, già tempestivamente rassegnato al Comune di Alì Terme una corposa relazione, con allegata sentenza del Cga, contenente le mie considerazioni giuridiche".

Le conclusioni dell’avvocato Medina consegnano un quadro ancora da definire. Con alcune certezze: “In questa sentenza non ci sono diritti su cui il Cga abbia statuito – assicura - c’è piuttosto da riflettere sul fatto che, in prima battuta, il Tar non ha statuito sulla titolarità dell’area ritenendola controversa e che, poi, il Cga ha rimesso la palla al Tar. Insomma, siamo ben lontani dalla soluzione definitiva di questa vicenda, almeno in sede giudiziale. Certamente, le attuali amministrazioni dei due Comuni potranno scegliere, nell’interesse delle collettività che rappresentano, come regolare i loro rapporti sul Cimitero e quale sia, tra quelle giuridicamente percorribili, la maniera più corretta per farlo, ma questa è un’altra storia”.

Sulla vicenda la pensa diversamente l'avvocato Santi Delia che difende il Comune di Alì. "E' vero che il Tar dovrà ripronunciarsi  nel merito ma la sentenza del Cga chiarisce - dicendo al Tar di seguire le indicate coordinate esegetiche - che "tutto il cimitero funzionalmente inteso e dunque comprensivo delle successive estensioni, fu mantenuto come un enclave di territorio assoggettato ad una sorta di "comunione demaniale" tra i due enti, ossia appartenente al territorio (non di uno solo di essi, ma) di entrambi, con conseguente esercizio necessariamente condiviso di ogni potestà pubblica (ivi inclusa quella edilizia di governo del territorio)".

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