Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Cimitero monumentale, piange il telefono

In prima commissione i lavori con Libero Gioveni sul futuro del Gran Camposanto e del project financing. Ma sul “taglio” delle linee nessuno sa niente

Si è parlato di tutto. Di come funziona bene il servizio di cremazione che ha dimezzato le salme in deposito, della volontà dell'amministrazione comunale di gestire il Gran Camposanto attraverso il project financing, della necessità di gestire la manutezione del verde  con risorse pari a circa 650.000 euro, specie dopo l’interruzione del servizio da parte di Amam che scadrà il prossimo 31 luglio.

Insomma, tutto. Tranne dell'abc dell'emergenza, vale a dire quella dei dipendenti costretti ad elemosinare o comprare in proprio anche le risme di carta e ad utilizzare i telefoni personali perchè quelli dell'ufficio risultano “fuoriuso”. Proprio così: telefoni quasi sicuramente “tagliati”. Forse si pensa sia un optional come servizio visto che le salme non devono telefonare a nessuno, ma per i dipendenti è dura dover utilizzare le proprie risorse per svolgere le normali funzioni di ufficio.

Fatto sta che oggi il Cimitero Cimitero Monumentale è stato protagonista in prima Commissione con delega ai Cimiteri, presieduta dal consigliere Libero Gioveni. Che sulla vicenda telefoni però non sa nulla: “La notizia mi coglie di sorpresa. Nessuno ha toccato l'argomento telefoni in commissione. Sono state affrontate comunque altre problematiche in atto, come l’assenza all’interno del Dipartimento di tecnici geologi e calcolisti rispetto ai quali la Commissione ha chiesto all’Amministrazione di porre rimedio a seguito dei disagi a cui i visitatori vanno incontro in alcune zone del cimitero monumentale”.

Gioveni, ha approfondito l’attuale gestione del Gran Camposanto, alla presenza dell’assessore Massimiliano Minutoli, del dirigente del Dipartimento Domenico Manna e del funzionario Letterio Morgana. “È stata l’occasione – afferma Gioveni – per fare un’analisi dei dati rispetto ai quali colpisce senz’altro il numero delle salme in deposito che è vertiginosamente passato dalle 700 del 2012 alle attuali 210, frutto anche e soprattutto delle procedure di cremazione in atto già da qualche anno. Rispetto invece all’adesione all’Asce (Associazione dei Cimiteri monumentali d’Europa), avvenuta già da un paio di anni, di cui si occupava l’architetto Teresa Altamore che però è stata trasferita, non si sono avuti ancora dei benefici economici per la valorizzazione del patrimonio artistico, producendo soltanto occasioni di carattere turistico-culturale a mezzo di visite guidate”.

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