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VIDEO | Cinema chiusi e streaming sempre più selvaggio, Parlagreco: "Una crisi culturale senza precedenti"

Le sale hanno chiuso i battenti alla fine di ottobre ma ancora nessuna prospettiva di riapertura all'orizzonte. "Il mondo dello spettacolo è stato messo da parte, il dibattito sull'arte è stato assente", denuncia il titolare della Multisala Iris

 

Hanno chiuso i battenti a fine ottobre ma ancora non sanno se e quando potranno riaprire. Nelle mondo del cinema e dello spettacolo, un anno di coronavirus, con restrizioni e chiusure a intermittenza, ha generato una crisi non soltanto economica ma prima di tutto culturale. "Ritornare a invogliare le persone a venire in sala quando riapriremo sarà la vera sfida", spiega Umberto Parlagreco, titolare della Multisala Iris. I ristori, quelli messi a disposizione da ministero e regione, hanno consentito agli esercenti di prendere una boccata d'ossigeno. "Ma la crisi culturale resta il problema principale - continua Parlagreco - Perché dal dibattito pubblico tutti i luoghi di spettacolo sono spariti dalla discussione politica. Invece l'arte aiuta a lenire il dolore anche e soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo".  

La ripartenza ci sarà, ma adesso il mondo del cinema deve fare i conti con le piattaforme di streaming che stanno prendendo sempre più forza. "Gli incassi dei film si conoscono a fine giornate, cosa diversa dallo streaming, dove non si sa quanto effettivamente una proiezione incassa", sottolinea ancora Parlagreco. Intanto l'associazione che tutela la categoria ha chiesto al ministero di garantire alle sale di prepararsi almeno un mese prima della riapertura quando la pandemia darà un sospiro di sollievo a tutti. "Senza film da proiettare non possiamo programmare una stagione e quindi il preavviso sarebbe fondamentale", conclude Parlagreco. 

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