Ponte sullo Stretto, Cittadinanzattiva insiste sul sì: “Diamo impulso allo sviluppo”

Il documento dell'associazione da sempre favorevole all'opera: “Evitiamo di disperdere preziose risorse sotto forma d fantasiosi bonus”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Sin dalla sua costituzione in provincia di Messina, che risale ormai al lontano 2007, CittadinanzAttiva ha sempre sostenuto, da sola o aderendo a manifestazioni con Associazioni compatibili, le ragioni del “Si Ponte”. Vanno inquadrate in quest’ottica anche le numerose iniziative assunte, in armonia con le Autorità Sanitarie, per spingere verso la realizzazione della bretella autostradale Giostra-Granatari, funzionale per il collegamento rete-autostradale Ponte, ma utile anche per il collegamento con i Villaggi Nord e con l’Ospedale Papardo per cui con i nostri tecnici abbiamo ottenuto la variante che ha previsto gli svincoli ad hoc.

La nostra passione e la nostra determinazione si spinse fino al punto di presentare al Congresso regionale di CittadinanzAttiva, che si tenne a Messina nel 2016, una mozione a favore del Ponte che, approvata all’unanimità, venne poi portata al Congresso nazionale di Fiuggi come proposta della Sicilia. Tuttavia, le complesse dinamiche della politica italiana ed europea non hanno consentito negli ultimi anni di fare passi in avanti. Paradossalmente, all’uscita dal tunnel della crisi sanitaria e quando il Paese si trova in una crisi economica spaventosa, si ricomincia a parlare di Ponte sullo Stretto. In effetti c’è una logica in quanto sta avvenendo, ferme restando le ragioni che rendono valida e attuale l’Opera e che riportiamo nella mozione congressuale del 2016 che alleghiamo, oggi siamo alla vigilia di uno straordinario flusso di finanziamenti che dovrebbe giungere al nostro Paese per sopperire ai disastri del Covid 19 e fare ripartire l’economia.

Dando per scontato che questi fondi possano entrare in Italia, si corre il rischio che vengano drenati su base territoriale dalle ben attrezzate regioni del Nord, da sempre aduse a costruire opere utili o inutili, ma a costruire, sempre. Altro rischio è che vengano disperse inoltre preziose risorse sotto forma di fantasiosi bonus (bici, monopattino, triciclo, vacanze, canoa etc.) o redditi di cittadinanza diversamente declinati, autentiche mancette elettorali, ma che non risponderebbero nè alle motivazioni per cui l’Europa erogherebbe i fondi, nè tantomeno ad una logica di sviluppo. Il Ponte, invece, risponde ad una logica di investimento, ci sono dei progetti chiavi in mano già approvati, c’è la possibilità di far lavorare oltre 40mila persone e di sviluppare un indotto ulteriore, si può realizzare un’Opera funzionale con ricadute positive in termini di pedaggi e di attrazione turistica che non va sottovalutata. I politici da sempre favorevoli sono tornati alla carica, utilizzando argomenti di buon senso a sostegno del Ponte ed altri, che prima erano tiepidi o contrari, ora si associano. Oggi si avverte chiaramente che c’è una grande opportunità e CittadinzAttiva, che è sempre stata favorevole alla costruzione di questa grande Opera per la valenza che può avere per la rinascita di tutto il Mezzogiorno, non può non far sentire la sua forte voce per il “SI Ponte”.

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