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Cronaca

Qualità della vita, Messina precipita al 98esimo posto. De Luca: “Sono gli effetti degli ultimi dieci anni”

Il sindaco commenta la graduatoria di Italia oggi. “Quando mi sono candidato a sindaco non solo sapevo di affrontare una comunità difficile e mortificata da anni capace di farsi male con le proprie mani”

Messina al 98 posto per la qualità della vita secondo la graduatoria di Italia Oggi su 107 città. Una retrocessione di otto posizioni che aumenta il divario tra le province del Nord e del Sud del Paese: nelle ultime dieci posizioni ci sono infatti Barletta Andria-Trani, Messina, Palermo, Catania, Caltanissetta, Vibo Valentia, Taranto, Siracusa, Foggia, Napoli e Crotone.

E' la somma degli indicatori popolazione, affari e lavoro, ambiente, sicurezza, salute, tempo libero e reddito.

Il dato arriva all’indomani della polemica sulla graduatoria di Legambiente per monitorare lo sviluppo dell'Ecosistema urbano italiano che ha piazzato la città agli ultimi posti. Dati contestati dall’amministrazione comunale che ha voluto mettere in evidenza “interpretazioni strumentali”  dal momento che le rilevazioni “si riferiscono a dati raccolti nell’arco temporale 2009-2019”.

“Che la città di Messina non fosse una città vivibile lo sapeva tutto il mondo – ha commentato i dati sulla qualità della vita, il sindaco di Messina Cateno De Luca – si è sempre attestata fra il 95esimo e 105esimo posto. Quando mi sono candidato a sindaco non solo sapevo di affrontare una comunità difficile e mortificata da anni ma sapevo anche di trovare una comunità che ormai aveva assunto la caratteristica di farsi male con le proprie mani. Se Messina è agli ultimi posti è perché gli amministratori non hanno voluto amministrare e nello stesso tempo non hanno voluto educare una parte della comunità che si è lasciata andare al concetto di mediocrità, alla rassegnazione”.

Per De Luca i risultati raggiunti dall’attuale amministrazione hanno bisogno di tempo prima di essere “registrati”.

“Noi abbiamo raggiunto ad esempio il 60 per cento di raccolta differenziata a settembre  - ha spiegato  - ma prima che questo dato venga preso in considerazione ci vorranno due anni. Gli indici di oggi verranno rilevati nel2023. Se chi amministra agisce in funzione del risultato immediato non rende un buon servizio alla comunità. Occorre invece mettere in moto meccanismi di qualità, il lavoro strutturale è quello fondamentale. Ora bisogna portare avanti questo lavoro che è stato fatto. Non mi farò condizionare da qualche str…zo che prende le statistiche basati gli effetti degli ultimi dieci anni. La città non è stupida”, ha insistito elencando i progetti avviati, dalla forestazione urbana ai posti triplicati negli asili nido per arrivare ai progetti per avere l'acqua h24. 

“Purtroppo tanti progetti restano bloccati per colpa Regione - ha concluso - un motivo in più per arrivare a fare il presidente della Regione, altrimenti la svolta per Messina non ci sarà mai”.

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