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Cronaca

Cliniche private e rimborsi gonfiati, chiesto il rinvio a giudizio

Udienza preliminare sull'indagine della Guardia di Finanza per la presunta truffa alla sanità pubblica. Chiesto il processo a carico di 17 persone. Sette le strutture coivolte

Chiesto il rinvio a giudizio per 17 indagati dell’inchiesta sui Drg, i rimborsi dell’Asp alle cliniche private e la presunta maxitruffa ai danni del servizio sanitario, esplosa settembre del 2021 con misure cautelari e 32 indagati (25 persone fisiche e 7 giuridiche).

Nei mesi scorsi sono stati cassati alcuni reati rispetto al quadro iniziale con relativo stralcio di alcune posizioni.

Corruzione e maxi truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, 25 persone indagate

Le accuse del pm Piero Vinci vanno dalla corruzione agli accessi abusivi a sistemi informatici e chiede il processo a carico di 17 persone, tra medici, funzionari dell’Asp, responsabili delle cliniche e dipendenti.

Si tratta di: Mariagiuliana Fazio, Emmanuel Miraglia, Domenico Francesco Chiera, Gustavo Barresi, Santi Mangano, Marco Ferlazzo, Antonino Francesco Merlino, Caterina Facciolà, Carmelo Catena, Michele Filippone, Antonio Gioacchino Luigi Alaimo, Emanuele Puglisi, Nicola Princiotto, Aldo Francolino, Giovanna Giuffrè, Letteria Mazzeo, Maria Rosualda Naso.

Sette le strutture sanitarie coinvolte nel procedimento: Cot (Cure Ortopediche Traumatologiche Spa dove risulta procuratore Franco Maria Alessandro De Felice), Cappellani Giomi Spa rappresentata da Massimo Miraglia, Giomi Spa rappresentata da Massimo Miraglia, Casa di Cura Cristo Re rappresentata da Concetta Trimarchi, Casa di Cura Villa Salus rappresentata da Annunziata Saija, Provincia Sicula dei chierici regolari ministeri degli infermi Casa di cura San Camillo, rappresentata da Rosario Mauriello, Casa di Cura Carmona rappresentata da Antonio Tigano. 

L’udienza preliminare davanti al gup Francesco Torre è stata aggiornata all’11 settembre per completare con gli interventi dei legali.

La complessa attività d’indagine, sviluppata dagli investigatori in materia di spesa pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, su delega del pool di magistrati della Procura di Messina responsabili del contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, era ruotata intorno all’acronimo D.R.G. (Diagnosis Related Group): un dettagliato sistema che consente di classificare ogni singolo caso clinico in una determinata casella, variabile in relazione alla diagnosi, agli interventi subiti, alle cure prescritte ovvero alle caratteristiche personali del singolo paziente ricoverato in una struttura accreditata. I rimborsi corrisposti alla cliniche private messinesi - secondo le indagini - sarebbero stati innalzati ad arte.

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