I cani Dia e Ghimly fiutano la droga nel portabagagli, sequestrati venti chili di cocaina dalla Finanza

I controlli agli imbarcaderi hanno portato all'arresto di un 50enne, se immessi nel mercato gli stupefacenti avrebbero fruttato quasi tre milioni di euro. I particolari

I panetti di cocaina sequestrati

Venti chili di cocaina nascosti nel doppiofondo dell'auto. I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno sequestrato presso gli imbarcaderi dei traghetti la droga individuata nel corso dei controlli effettuati sugli automezzi che sbarcano dopo essere partiti da Villa San Giovanni. I militari sono stati insospettiti dall’atteggiamento del conducente di un fuoristrada di grossa cilindrata, singolare rispetto ai consueti passeggeri che transitano sullo Stretto in questo particolare periodo dell’anno, quando ormai la stagione estiva può considerarsi conclusa visto che diminuiscono fortemente i flussi turistici. L’intuizione veniva quindi confermata dal formidabile fiuto dei cani antidroga “Dia” e “Ghimly”, altamente specializzati in queste operazioni.  I due pastori tedeschi, infatti, dopo una prima ricognizione esterna, mostravano evidenti segni sulla presenza di un significativo carico di sostanza stupefacente che, dopo ulteriori e più mirati controlli, veniva rinvenuto abilmente occultato in un doppiofondo artatamente creato nel vano portabagagli.

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Il video dell'operazione agli imbarcaderi

Diciotto panetti di cocaina purissima, pronta per invadere il fiorente mercato siciliano, per un peso totale di venti chili circa e che, opportunatamente tagliata, avrebbe potuto fruttare, alla vendita al dettaglio, guadagni per oltre 2,7 milioni di euro. Il corriere, 50 anni, di origine lucane ma residente nell’alessandrino, veniva quindi tratto in arresto in flagranza di reato per traffico di sostanze stupefacenti e successivamente sottoposto a custodia cautelare in carcere, in attesa di giudizio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Messina. L’operazione odierna testimonia il continuo e quotidiano impegno della Guardia di Finanza e della Procura  di Messina  ha consentito di impedire l’immissione sul mercato illegale di un considerevole quantitativo di droga che, come noto, costituisce la principale fonte di guadagno delle organizzazioni criminali.
 

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