Cronaca

Colombaccio impallinato e moribondo salvato dall'ex assessore Pippo Isgrò

Lo ha raccolto in un boschetto di San Filippo del Mela, dove era andato ad innaffiare piante di agrumi. Primo “ferito” della pre-apertura della caccia. L'aiuto del veterinario Fabio Grosso

Era ferito in una campagna di San Filippo del Mela, vicino ad un boschetto. Un colombaccio giovane, che camminava zoppicando. La sua fortuna è stata quella di essersi imbattuto in Pippo Isgrò che se n’è accorto mentre innaffiava alcune piante di agrumi nella sua campagna. Isgrò, ex dirigente scolastico, già assessore alle Politiche del mare ma con la passione per la campagna, lo ha raccolto e strappato da morte sicura anche perchè nella zona ci sono anche cani, volpi e cinghiali.

Il colombaccio è sicuramente ferito dall'impallinamento di qualche cacciatore che oggi ha pensato bene di inaugurare la stagione venatoria. Isgrò ha chiesto l'aiuto al veterinario Fabio Grosso, che ha già prestato soccorso al povero animale.

Si apre dunque alla grande l'anticipazione della caccia: nei soli giorni 1, 4 e 5 settembre è stata infatti autorizzata una deroga eccezionale della stagione venatoria, che si aprirà ufficialmente il prossimo 15 settembre. In questi tre giorni sarà possibile esclusivamente la "caccia da appostamento" e saranno cacciabili solo tre specie di uccelli: colombaccio, gazza e ghiandaia.

Le polemiche hanno riguardato le regole più stringenti dell'assessore regionale all'agricoltura Edy Bandiera che, per la prima volta, ha tenuto in considerazione alcune direttive comunitarie in materia ambientale e i principi scientifici per la conservazione della fauna, che hanno trovato il plauso degli ambientalisti e gli insulti e gli attacchi degli sportivi col fucile.

Una frattura insanabile, quella fra ambientalisti e appassionati di caccia. E non potrebbe essere diversamente. Così, oltre quelli che aspettano trepidanti di poter imbracciare la doppietta, c'è chi come Pippo Isgrò si scopre un'indole da veterinario romantico: “Beh, sì. Pensa che ho come inquilini, una famiglia di falchi o similari che la notte dormono al secondo piano di un grande magazzino antico dove non sale nessuno perché il pavimento di tavole di fine Ottocento è pericolante. Lì nidificano, perchè è un posto tranquillo. Ne ho visto uno da vicino dieci anni fa, grigio il petto con sfumature di bianco, la testa con sfumature di giallo... Ancora oggi vederli rientrare al tramonto è una emozione. Sono quattro, a volte tre. Uno spettacolo...”.

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