Cronaca Centro / Via I Settembre

Come d'Incanto, dopo le polemiche inizia la rimozione dei rifiuti speciali

La ditta Medieco ha iniziato le operazioni di pulizia nei locali della casa di riposo. Ma prosegue la querelle tra Asp e gestori della struttura su chi doveva effettuare gli interventi. Dal Policlinico atteso l'esito sui tamponi ai dipendenti

Ieri la denuncia alle forze dell'ordine, oggi l'inizio delle operazioni di pulizia. Netto passo avanti nella vicenda della casa di riposo "Come d'incanto" la cui riapertura, dopo il focolaio da coronavirus al suo interno, è stata impedita dalla mancata rimozione dei rifiuti speciali rimasti accatastati davanti all'ingresso.

Questa mattina gli operai della Medieco hanno dato il via alla rimozione dei rifiuti così come disposto dall'Asp. Un'accelerazione delle ultime ore dopo lo sfogo della titolare Donatella Martinez che ieri mattina aveva richiesto l'intervento di carabinieri e vigili urbani. Un cassone è stato posizionato davanti al portone di via primo settembre e lentamente è stato riempito dal materiale accatastato al termine degli interventi di sanificazione, effettuati dopo che ospiti e personale avevano lasciato la struttura un mese fa. 

La querelle su chi doveva effettuare gli interventi

Ma secondo l'Asp, l'intervento effettuato oggi è avvenuto in via del tutto eccezionale nell'ottica di una sinergica collaborazione nella lotta al coronavirus. L'azienda sanitaria provinciale ha fatto sapere, tramite una nota inviata al legale della Come d'Incanto nonché a Procura, Prefettura e Comune, che l'onere dell'intervento sarebbe spettato alla struttura per anziani.

"Appare però opportuno chiarire  - afferma l'Asp - che risulta palesemente inconducente il riferimento operato dalla struttura ad un asserito obbligo gravante su questa Amministrazione di raccolta e smaltimento dei rifiuti in questione".

Il riferimento è ad un'ordinanza regionale del 27 marzo scorso secondo la quale l'Asp sarebbe competente esclusivamente in relazione ai rifiuti urbani prodotti nelle abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria, ma non invece relativamente a strutture organizzate in forma imprenditoriale, come la Casa di riposo in questione, la quale, appunto, avrebbe dovuto di per se già essere organizzata autonomamente in conformità alla normativa vigente. 

Lo stesso, secondo l'Asp, per quanto riguarda gli interventi di sanificazione già effettuati dal Policlinico. 

Ma la direzione della casa di riposo non ci sta e ha dato incarico al legale Antonello Scordo di preparare una nuova replica. "La legge - anticipa il legale a Messina Today - non opera alcuna distinzione tra abitazioni, case di riposo o di altra natura".

Secondo la proprietaria Donatella Martinez inoltre si sarebbe dovuto agire tempestivamente in considerazione dell'eccezionalità dell'evento. "Quella subita - spiega - è stata una situazione diversa e imprevedibile con il focolaio che si è originato e che ci ha costretti allo sgombero. E' stata la stessa Messina Servizi a sottolineare che la competenza sulla rimozione dei rifiuti spettava all'Asp".

Asp: "Attendiamo il Policlinico per l'esito sui tamponi ai dipendenti"

L'azienda sanitaria, tramite il commissario Carmelo Crisicelli, interviene anche sulla questione tamponi. L'avvocato Antonello Scordo, per conto della Come d'incanto, aveva segnalato gravi anomalie nella comunicazione dei risultati dei tamponi a cui è stato sottoposto il personale della casa di riposo, in un esposto presentato in Procura e inviato anche a Comune, prefettura e alla stessa Asp. 

"Solo per scrupolo - si legge nella replica dell'azienda sanitaria provinciale -   si conferma che l’Asp, per quanto a suo carico, ha provveduto nell’immediatezza ad effettuare i tamponi presso la casa di riposo e ad oggi è in attesa degli esiti da parte del Policlinico di Messina. Pertanto, auspicando un immediato e quanto più sereno possibile rientro degli ospiti presso i locali della Come d’incanto, si è certi di aver chiarito il probabile equivoco creatosi, ivi comprese le rispettive competenze e responsabilità, che in capo all’Azienda non sussistono". 

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