Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Rincaro biglietto dei treni, pendolari contro la Regione: "Erano stati stanziati 3,6 milioni per evitare l’aumento"

Per il presidente del Comitato "il governatore Schifani non ha mantenuto la promessa sull’azzeramento dell’aumento del 10% dei titoli di viaggio per l’anno 2023"

Il Comitato pendolari torna a protestare contro la contro la Regione per l'aumento dei biglietti ferrovieri. "Il governatore Schifani - è l'attacco del presidente Giosuè Malaponti - non ha mantenuto la promessa sull’azzeramento dell’aumento del 10 % dei titoli di viaggio ferroviari per l’anno 2023. Nonostante siano stati previsti nella legge di stabilità 3,6 milioni di euro. Infatti in una dichiarazione alla stampa del 30 gennaio Schifani spiega: “le risorse per evitare l’aumento le abbiamo stanziate in manovra, dunque i ticket torneranno presto al prezzo ribassato".

Malaponti ricorda anche che "le risorse per evitare l’aumento erano state inserite nella manovra finanziaria regionale: stanziamenti confermati, poi, dall’assessore alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, durante un’audizione in Commissione Trasporti all’Ars, e pari a 3,6 milioni di euro. Peccato che, nonostante i fondi previsti per sterilizzare il rincaro, siamo avviati alla fine di maggio senza aver rilevato alcun risultato".

"Ci corre l’obbligo per fare chiarezza sulle cifre dichiarate dall’assessore nel corso della seduta della Commissione che a parer nostro ma anche per i contenuti contrattuali non hanno alcuna logica. Non è vero che servono 8,7 milioni per il prossimo triennio - si legge nella nota - Il contratto di servizio, così come abbiamo più volte scritto prevedeva e prevede gli aumenti del 10% in tre annualità e precisamente 2020, 2022 e 2024. Premesso ciò, vorremmo capire a cosa servono le cifre date dall’assessore (8,7 mln) e comprendere le dichiarazioni dell’ing. Pullara direttore di Trenitalia che dichiara “…è necessario trovare le coperture a tali spese, per tutti gli anni successivi al 2022”. Continuiamo a non capire di quali coperture parlano l’assessore Aricò e il direttore Pullara, tenuto conto che da “contratto di servizio per il trasporto ferroviario” che scade il 31.12.2026, l’ultimo aumento contrattuale previsto del 10%, sino alla naturale scadenza del 2026, è a gennaio 2024. Una domanda ci sorge spontanea: a cosa dovranno servire gli 8,7 milioni nel prossimo triennio? Noi, non abbiamo chiesto di azzerare gli aumenti dell’ultimo triennio ma di ristorare l’aumento non previsto di gennaio 2023 non previsto contrattualmente.  È pur vero che servivano 4,6 per ristorare tutto il 2023 ma visto che ne sono stati finanziati 3,6 milioni, ci chiediamo e chiediamo perché non è stato, ancora oggi, sterilizzato l’aumento del 10% a partire dal mese di marzo e/o di aprile 2023 tenuto conto dell’impegno che aveva preso il governatore Schifani con i pendolari Siciliani? Attendiamo risposta dall’assessore Aricò - conclude - per comprendere che fine hanno fatto i 3,6 milioni di euro stanziati".

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