Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Commissione antimafia sulla Sanità, secretata l'audizione del sindacalista Macrì: riflettori sulle nomine

Il deputato del M5Stelle Antonio De Luca: “E' giunto il momento che la politica cambi i criteri e i metodi della selezione dei dirigenti della sanità”. Sentito anche il coordinatore della Fgu Gilda, Paolo Todaro. I dubbi sul “sistema Policlinico”

Il deputato Antonio De Luca

E’ stata secretata gran parte dell’audizione del sindacalista Mario Macrì resa in commissione regionale antimafia sul tema della Sanità in Sicilia.

Un provvedimento a tutela del segretario del Coas per i temi toccati che avrebbero messo in evidenza più di una anomalia nella gestione e negli incarichi assegnati.

I lavori della commissione sono ancora all’inizio ma bastano per fare affermare al deputato del M5Stelle Antonio De Luca che “è giunto il momento che la politica cambi i criteri e i metodi della selezione dei dirigenti della sanità” per evitare le carriere facili.

“Non è più possibile – spiega De Luca a MessinaToday - che il collegio elettorale coincida con quello di azione dell’Asp di appartenenza. Se si vuole davvero rivoluzionare il sistema sanità dobbiamo avere il coraggio di partire da qui, anche con una riforma che modifichi il perimetro delle Asp. Nella selezione dei manager delle sanità è importante valutare qualifiche ed esperienze, non solo il dato formale”.

Una dichiarazione che di fatto è un atto d’accusa sui criteri delle nomine che sono state al centro dell’audizione anche di un altro sindacalista, Paolo Todaro, coordinatore della FGU Gilda Coordinamento Università.

Dei numerosi esposti della FGU degli ultimi anni, molti dei quali trasmessi anche alla commissione antimafia regionale, sono stati affrontati in commissione quelli relativi all’affidamento degli incarichi di Unità Operative privi dei requisiti previsti, ai posti letto di terapia intensiva Covid, al collegio sindacale e il disavanzo economico dell’Azienda ospadaliera universitaria.

Todaro si è detto soddisfatto dell’attenzione dimostrata dalla Commissione presieduta da Claudio Fava nei riguardi “di chi da anni combatte contra una illegalità diffusa all’interno dell’Azienda, definendola il Sistema Policlinico, ove tutto è possibile, puntualizzando che dirigenti medici ricoprono incarichi di responsabili di UOSD in maniera illegittima”.

“Sarà un caso se uno dei dirigenti è cugino di primo grado dell’assessore Razza? – si legge in una nota del sindacato  - Sarà un caso che il dottore Antonino Levita, nonostante le numerose segnalazioni e denunce per carenza di requisiti, inspiegabilmente ricopre ancora oggi il ruolo di direttore sanitario dell’Azienda?”.

Sul collegio sindacale che mancava da 18 mesi, a seguito delle segnalazioni, Todaro ha precisato che dalla fine di giugno il MEF ha commissariato l’assessorato della Salute, nominando il Collegio Straordinario, per la reiterata inadempienza dell’assessorato nella veste di amministrazione vigilante, e che anche l’Asp e l’azienda Papardo di Messina ne erano sprovviste. Ha poi aggiunto che proprio l’Asp di Messina con delibera del 23 luglio scorso ha traferito in via straordinaria 10 milioni di euro al Policlinico.

“Da una nota del 10 marzo, il dirigente dell’assessorato della Salute, Mario La Rocca – scrive Todaro - aveva disposto proprio alle Asp di Messina, Palermo e Caltanissetta di eseguire da parte di ciascuna azienda un bonifico di 10 milioni di euro in favore del Policlinico per crisi di liquidità. Ad oggi non si ha certezza sull’ammontare della perdita del Policlinico che potrebbe superare di molto i 65 milioni di euro dichiarati dal Commissario Bonaccorsi diversi mesi fa e che sicuramente l’Azienda sarà sottoposta ad un nuovo piano di rientro nei prossimi mesi”.

In merito ai posti letto di terapia intensiva covid, Todaro ha evidenziato ancora una volta che durante la pandemia non sono stati creati posti letto aggiuntivi ma trasformati quelli già esistenti sottraendoli alle altre patologie; ha ribadito inoltre che i 2,7 milioni di euro donati dalla Banca d’Italia per l’allestimento dei 32 posti letto non sono mai arrivati al Policlinico e ad oggi non è dato a sapersi come siano stati utilizzati dalla Protezione Civile Regionale o dall’Assessorato Regionale della Salute.

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