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Cronaca

La commissione Ponte a guida Pd e quella delibera rimasta nel cassetto

L'aneddoto datato 2009. Alla presidenza dell'organo, oggi diretto da Giuseppe Trischitta, fu eletto a sorpresa Nicola Barbalace, da sempre favorevole all'opera nonostante la militanza nei Dem. "Lavorammo bene e l'anno successivo il consiglio approvò un documento per arretrare la stazione centrale e liberare il waterfront cittadino. Ma non ci fu seguito"

Corsi e ricorsi storici, inevitabili. Perché il Ponte sullo Stretto, tra fascino e illusione, accompagna da decenni la storia di una Messina che nel frattempo è rimasta quasi immobile. E così sono tanti gli aneddoti racchiusi nella lunga storia dell'attraversamento stabile, molti riconducibili ai corridoi di Palazzo Zanca. La politica del resto ha da sempre trovato terreno fertile sotto l'ombra di un Ponte che ancora non c'è, tra promesse, critiche feroci, ideologie e furbe strategie per attaccare il "nemico". 

Fazioni contrapposte che ci sono sempre state e sempre ci saranno. Un quadro stagnante che però negli anni non ha impedito colpi di scena ed equilibri mutati. Veniamo al dunque e ritorniamo al 2009. In consiglio comunale lavora già la commissione consiliare dedicata al Ponte. Sono gli anni in cui Silvio Berlusconi annuncia l'inizio dei lavori preliminari, vengono eseguite indagini a Ganzirri e realizzata la variante di Cannitello sulla sponda Calabra. A capo della commissione viene eletto a sorpresa Nicola Barbalace esponente del Partito Democratico. Decisivi i voti dei "franchi tiratori" che tolgono la "poltrona" al Pdl del sindaco di allora Giuseppe Buzzanca, quasi sicuro di mettere a capo dell'organo consiliare un suo consigliere. 

E invece a dirigere i lavori è un esponente del centrosinistra proveniente da una lista a sostegno di Francantonio Genovese. Barbalace è un convinto "Si Ponte" e da subito si smarca dai colleghi di partito che anche all'epoca osteggiavano l'opera anche se qualche anno dopo il premier Matteo Renzi strizzerà più volte l'occhio alla possibilità di collegare stabilmente Sicilia e Calabria. "Sono sempre stato favorevole - spiega l'ex consigliere - oggi come allora. La mia è stata sempre una posizione personale anche se distante da quella di altri componenti del Pd. Capisco i dubbi, legittimo averli considerando l'imponenza di un'opera, ma ad esempio non ho condiviso le parole espresse in merito dalla segretaria Elly Schlein durante la sua visita a Messina. Basta fare politica sul Ponte, troppe campagne elettorali basate sul nulla. Da tempo si dice che bisogna fare altro, ma nulla si è mai visto".

La commissione lavora, si consulta con tutti gli attori interessati, un po' come sta facendo l'attuale Giuseppe Trischitta in queste settimane. I consiglieri avviano un serrato confronto con la Stretto di Messina sulle opere compensative. Nel 2010 l'Aula approva una delibera in cui si chiede di sfruttare i lavori del ponte sullo Stretto per liberare il waterfront. Il documento, in particolare, vuole lo spostamento della stazione centrale fino a Contesse con la contestuale realizzazione di alcune invasature da utilizzare in caso di necessità dai traghetti ferroviari. Un'opera importante e rivoluzionaria rivendicata a gran voce dai consiglieri e rimasta però in un cassetto. Dal governo non ci fu infatti l'apertura sperata. "Era un momento - spiega Barbalace - in cui la città poteva dire la sua, il consiglio comunale era chiamato a dare indicazioni e quella delibera mirava a un vero riscatto per la città, culmine di mesi di lavori ben fatti".

Sulle polemiche e le fazioni in cui la città è divisa Barbalace non si stupisce. "Nulla di nuovo - spiega - si respira la stessa aria di quindici anni fa. Ognuno si considera maggioranza e cerca di coinvolgere il più possibile, ma adesso c'è una legge che considera il ponte opera prioritaria. Spero che i cantieri possano partire e che non crolli tutto una volta finite le strategie per le elezioni europee. Intanto Messina si sta attrezzando, vedo bene questa amministrazione che sta portando avanti progetti con vivacità, il mio è un giudizio positivo".  

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