rotate-mobile

VIDEO | Espropri per il Ponte, Briguglio in Commissione: "Attendiamo il progetto definitivo, poi partono i ricorsi"

La relazione in aula dei due avvocati per illustrare la normativa, la procedura e i profili critici ma anche le possibili azioni per opporsi al provvedimento

Ville, abitazioni, terreni, ma anche edifici commerciali, ristoranti. Un lunghissimo elenco di proprietà destinate a essere espropriate dal progetto del Ponte sullo Stretto, non soltanto nell'area di Capo Peloro, ma anche in altri punti della città, dove dovrebbero sorgere le opere collaterali. Questo, almeno, secondo quanto previsto dall'elenco degli espropri, il cui documento consultabile è aggiornato al 2011, e che è stato oggetto di discussione di una seduta della Commissione Ponte a Palazzo Zanca nel primo pomeriggio. Gli ospiti che si sono concentrati sulle implicazioni legali che potrebbero investire i proprietari delle zone da esproriare, sono stati gli avvocati Carmelo Briguglio e Mario Caldarera. 

"Il percorso del governo è cadenzato momento per momento e porterà entro il 31 luglio all'inizio dei lavori, ma è chiaro che noi, dopo l'approvazione del progetto definitivo, appena ne avremo la possibilità, penseremo insieme alle persone interessate a presentare ricorso contro i provvedimenti sollevando le questioni di legittimità costituzionale che si possono sollevare", ha detto Carmelo Briguglio, insistendo sulla garanzia del riconoscimento dei diritti dei proprietari, secondo quanto previsto dal Testo Unico sulle Espropriazioni. "Ma si è inteso agire con un decreto legge senza che ci fossero i presupposti della necessità estrema e dell'urgenza che lo dovrebbero caratterizzare", ha sottolineato. 

A problematizzare in merito alle opere di compensazione l'avvocato Caldarera. "Chi paga i danni a Messina e come verranno compensati i danni non lo sappiamo - ha sottolieneato - Anche perché il Ponte è stato classificato come opera di interesse nazionale ed è giusto farlo per completare il corridoio europeo però i pregiudizi che dovrebbero essere caricati soltanto alla città di Messina e al suo comprensorio dovrebbero essere adeguati e sparsi su tutto il territorio". Problema, questo, che si aggiunge alla necessità di aspettare la dichiarazione di pubblica utilità per procedere poi con le espropriazioni. "Ma nel frattempo i proprietari di case o di terreni o di beni che sono inseriti nel documento delle espropriazioni restano nel limbo - ha aggiunto - Non è un'opera che si fa nei canonini 5 anni in cui dura la pubblica utilità". 

Alla seduta, a cui sono intervenuti i consiglieri Libero Gioveni e Felice Calabrò, presenti anche alcuni dei proprietari interessati dagli espropri e l'ex assessore allo sviluppo economico Guido Signorino. 

Video popolari

VIDEO | Espropri per il Ponte, Briguglio in Commissione: "Attendiamo il progetto definitivo, poi partono i ricorsi"

MessinaToday è in caricamento