rotate-mobile
Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

Commissione Ponte, il terzo gruppo lascia l'audizione per protesta. Trischitta: "Non erano obbligati ad accettare l'invito"

Dopo "Spazio No Ponte" e "Invece del Ponte" è stato il turno di "Noponte Capo Peloro" che, al termine degli interventi dei relatori, ha abbandonato l'aula. "Reazione imbarazzante e scomposta del presidente e di alcuni consiglieri", scrive il gruppo. "Hanno perso un'occasione", ha risposto Pippo Trischitta

Abbandono dei lavori al termine dell'esposizione delle ragioni del no al ponte dello Stretto da parte del terzo gruppo civico contrario alla realizzazione dell'infrastruttura durante l'incontro nella commissione consiliare dedicata. È finito così l'appuntamento con il comitato "NoPonte Capo Peloro", il terzo dopo le audizione di "Spazio No Ponte" e "Invece del Ponte", che si è tenuto in aula consiliare a Palazzo Zanca nel primo pomeriggio di oggi. 

"Non abbiamo altro da dire a questa commissione...lasciamo agli atti questa splendida foto dello Stretto con l'auspicio che l'incomparabile bellezza ed unicità paesaggistica del nostro mare non venga mai deturpata dal ponte, rispettando così lart.9 della Costituzione". Con queste parole i componenti del comitato hanno commentato l'abbandono dei lavori come forma di "ferma ma civile protesta nei confronti di un consiglio comunale tardivo e non in grado d’incidere sul processo decisionale del ponte sullo Stretto per tutelare la cittadinanza da un’opera con un impatto sul territorio devastante e che prevede tra l’altro centinaia e centinaia di espropri e servitù per case, terreni, attività produttive", hanno scritto in un comunicato.

"Ma in aula a quel punto esplodeva la bagarre con grida ed urli ed una aggressione verbale da parte di un consigliere che gridava “Perché siete venuti?” nei confronti di un componente del comitato, come se nella casa dei cittadini/e non si possa andare ed esprimere liberamente la propria opinione nelle modalità che si ritengono opportune seppure in contrasto con l’opinione dei consiglieri; nel frattempo il presidente della commissione annunciava in maniera assurda ed antidemocratica che l'intervento di Noponte Capo Peloro sarebbe stato stralciato dai documenti della commissione", hanno sottolineato ancora. 

Una versione dei fatti, questa, da cui prende le distanze il presidente della commissione Pippo Trischitta. "Il comitato NoPonte Capo Peloro ha perso un'occasione per esporre le proprie ragioni come hanno fatto gli altri gruppi - ha commentato a MessinaToday - Le azioni lasciano pensare a un comportamento preventivamente programmato da parte del comitato che avrebbe fatto meglio a non accettare l'invito". 

"Le registrazioni di quanto accaduto in aula sono pubbliche - ha aggiunto - Chiunque può vedere che anche a loro è stata data la possibilità di esprimere le proprie posizioni ma il comitato ne ha approfittato per rimarcare la propria diversità rispetto agli altri gruppi contrari presentando degli interventi che dal punto di vista tecnico non erano supportati da adeguata documentazione". Oltre all'ex assessore Daniele Ialacqua sono intervenuti anche Giuseppe Vitarelli e Giuliana Fiertler. 

La nota del Comitato NoPonte Capo Peloro 

Sono/siamo qui a nome del comitato “No ponte Capo Peloro”, che in data 30 dicembre 2023 ha deliberato di accettare l’invito, pervenuto dal consigliere comunale Trischitta, nella sua qualità di presidente della commissione comunale permanente sul Ponte sullo Stretto, a partecipare ad una delle prime riunioni della commissione consiliare, che avrebbe lo scopo di raccogliere le posizioni pro e contro il ponte e di trasmetterle successivamente alle autorità competenti, tra cui anche l’Unione europea. L’assemblea ha aderito all’invito della commissione consiliare per rispetto della città e delle sue istituzioni rappresentative, ma non condivide né il metodo né il merito della commissione stessa.

In particolare, si evidenzia che l’iniziativa comunale è tardiva rispetto ad un processo decisionale che è andato molto avanti nell’ultimo anno, come confermato anche dalla premessa della delibera che istituisce questa commissione, ed è arrivato già alla fase terminale del processo decisionale, senza che il comune di Messina ed i suoi organismi politici siano stati parte di tale processo o abbiano espresso alcuna osservazione critica sull’oggettivo impatto dell’opera sull’intero territorio urbano.

Tutto ciò, tra l’altro, ha permesso all’ad della Stretto di Messina s.p.a. Ciucci, in visita di recente nella nostra città, di sentirsi autorizzato a dettare, a nostro avviso in maniera arrogante ed offensiva, tempi e modi delle future fasi progettuali, senza che il sindaco rappresentasse  e rivendicasse le esigenze ed i bisogni della collettività ed anzi dichiarando “La piena collaborazione per gli adempimenti previsti ai fini degli espropri e della comunicazione alla cittadinanza delle varie fasi operative”, come dire non ci avete coinvolto, non conosciamo neanche le carte, ma chiniamo il capo ed accettiamo i vostri diktat.

In secondo luogo, è di tutta evidenza, leggendo il testo della deliberazione comunale, che la commissione consiliare istituita ha un obiettivo ben preciso che è quello “di monitorare l’andamento dei lavori per la realizzazione del Ponte sullo Stretto e di tutte le opere connesse e compensative, ritenute strategiche e necessarie per ottimizzare la pianificazione territoriale e la gestione delle risorse e dei servizi pubblici”. Non quindi una commissione super partes, ma una commissione con una mission ben precisa: pro ponte o in ogni caso rassegnata all’inevitabilità dell’opera.

Inoltre, secondo noi, tale commissione oltre ad essere tardiva, non sarà in grado di poter incidere sul processo decisionale e realizzativo dell’opera. Il comune, non avendo alcun ruolo all’interno della società Stretto di Messina s.p.a., è, difatti, tagliato fuori dal processo decisionale.

Se il consiglio comunale avesse voluto veramente rappresentare le differenti istanze della cittadinanza in merito alla realizzazione di un’opera, che impatterà in maniera irreversibile sul territorio, avrebbe dovuto richiedere che il progetto venisse sottoposto a dibattito pubblico,  ai sensi e per gli effetti della lett. b) comma 3 dell'articolo 3 del regolamento recante modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico, approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10.5.2018 n. 76. 

Il "dibattito pubblico", in fattispecie come questa del Ponte sullo Stretto, era tra l’altro già previsto dall'art. 22 del precedente codice appalti, D. Lgs. 50/2016, ed è previsto anche dall'articolo 40 del Nuovo Codice Appalti, D. Lgs. 36/2023. 

Questa procedura consente, infatti, che tutti i soggetti, a vario titolo interessati alla realizzazione di grandi opere, discutano razionalmente sulle conseguenze di esse ed eventualmente propongano modifiche o alternative al progetto presentato.

L’aver rinunciato, da parte di questo Consiglio comunale, ad un prezioso strumento di democrazia partecipativa, come statuito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 235/2018, che lo ha ritenuto conforme agli articoli 97, 117 e 118 della Costituzione, non ha permesso alla Nostra Città di essere in alcun modo protagonista del proprio futuro, costringendola a subire le conseguenze e i danni arrecati al territorio da un’opera, il cui impatto devastante è ben documentato dalle relazioni, prodotte dalle Associazioni Ambientaliste e dal nostro Comitato, che lasciamo agli atti della Commissione.

Come Comitato “No Ponte Capo Peloro” abbiamo realizzato e in questi mesi distribuito un opuscolo informativo, nel quale abbiamo sintetizzato le ragioni del nostro NO al ponte, di cui diamo ora rapida lettura. A quanto detto non abbiamo altro da aggiungere, se non sottolineare che non sarà solo la zona Nord di Messina ad essere devastata. Nella Valutazione di Impatto Ambientale e Strategica a p. 227 e ss. viene, infatti, evidenziato che lungo tutto il tracciato delle gallerie ferroviarie S. Agata e S. Cecilia, che sotto-attraversano il centro urbano, e delle gallerie autostradali Le Fosse e Faro potranno verificarsi fenomeni di subsidenza, ovvero sprofondamento del terreno, che arrecheranno danni variabili dalle semplici fessurazioni al crollo delle strutture sovrastanti.

Notevoli criticità interesseranno oltre 700 edifici, perché le prescrizioni, intimate dalla Commissione Ministeriale nella VIA-VAS, sono state solo parzialmente ottemperate dai progettisti. A titolo esemplificativo, di questo “disastro annunciato”, di cui il Comune dovrà rendere conto alla cittadinanza, lasciamo agli atti anche un estratto delle tavole del Progetto presentato da Eurolink nel 2011, relativo alla zona compresa tra viale Europa e via T. Cannizzaro.

Riteniamo a questo punto di non aver altro da comunicare a questa commissione, visto che il Comitato “No Ponte Capo Peloro” è assolutamente contrario al ponte sullo Stretto e non è disponibile a discutere sul come “monitorare l’andamento dei lavori per la realizzazione del Ponte sullo Stretto” o sull’utilità o meno di eventuali opere connesse e compensative.  Ci congediamo, lasciando agli atti anche questa splendida foto dello Stretto, con l’auspicio che l’incomparabile bellezza ed unicità paesaggistica del nostro mare non venga mai deturpata dal ponte, rispettando così i principi fondamentali contenuti nel novellato articolo 9 della nostra Costituzione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Commissione Ponte, il terzo gruppo lascia l'audizione per protesta. Trischitta: "Non erano obbligati ad accettare l'invito"

MessinaToday è in caricamento