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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

Commissione Ponte, l'intervento di Franza: "Messina pensi a come gestire la costruzione dell'infrastruttura"

L'audizione dell'amministratore delegato di Caronte&Tourist Isole Minori ascoltato a Palazzo Zanca sulla costruzione dell'infrastruttura. "L'opera deve diventare attrattore, ma serve un piano turistico della struttura per renderla interessante", ha detto

Non più esprimere un parere favorevole o meno alla costruzione del Ponte sullo stretto, ma la progettazione di un piano di opere e servizi a corollario che rendano la città di Messina pronta a sostenere le fasi di costruzione dell'infrastruttura e, poi, a renderla attrattore turistico. Questa la posizione di Vincenzo Franza che nel pomeriggio è stato ascoltato dalla Commissione Ponte nel corso del quarto incontro programmato dalla presidenza. Un lungo intervento, quello dell'amministratore delegato di Caronte&Tourist Isole Minori, ottimista e propositivo rispetto alle ricadute economiche e turistiche del Ponte per Messina.  

"Noi siamo sempre stati favorevoli per tre ordini di motivi, il primo perché siamo un’azienda siciliana e un investimento di questa portata sul territorio che farà smettere alla Sicilia di essere un’isola trasportisticamente, poi perché saremo collegati con la ferrovia, perché si tratta essenzialmente di un ponte ferroviario, e il treno è il vero asse che può unire la Sicilia con il nord, e poi perché porterà al completamento della rete autostradale dell'isola", ha esordito Franza.

Un discorso da imprenditore che guarda in prospettiva a un cantiere che porterà "su un territorio come quello di Messina un investimento da 10 miliardi per cui non posso che essere affascinato dall’idea di quello che di buono si può fare per il Pil di Messina", ha aggiunto ancora. La priorità però non è quella di "discutere se siamo favorevoli o no al ponte perché la nostra opinione non interessa a nessuno e qualunque cosa diremo noi non cambia nulla", ha sottolineato. 

Quello che i messinesi devono fare è interrogarsi su problemi pratici e mirati alla concretezza degli anni in cui il cantiere la farà da padrone. "La questione è se saremo o no pronti perché nessuno spenderà più 10 miliardi di euro in un territorio così piccolo quindi quello che verrà fatto ora influenzerà per sempre la nostra città", ha ribadito. Un'occasione, quindi, per far compiere un salto di qualità alla città e per cui "dobbiamo farci trovare tutti pronti, soprattutto politica, cioè consiglio e amministrazione, chiamati a essere registi di questa opera", ha aggiunto ancora. 

Il nostro territorio, in questa fase, quindi, deve chiedersi se e come potrà assorbire e affrontare tutti i "problemi" accessori. "La costruzione del ponte porterà forza lavoro, un flusso di persone per cui imprenditori e servizi devono essere pronti a rispondere alle esigenze di questo traffico", ha sottolineato ancora. "Noi come Caronte&Tourist ci stiamo attrezzando per traghettare mezzi in più o risolvere esigenze pratiche - ha spiegato - Ogni azienda di Messina lo dovrebbe fare. Il primo lavoro è una analisi tecnica in interfaccia con l’appaltatore domandandogli “Cosa vi serve?”. Ed è un lavoro che non sento che viene fatto mentre altre città come Catania si stanno già organizzando". 

Non meno secondario, poi, valutare il progetto del ponte per capire come sarà organizzato tutto ciò che concerne l'attraibilità turistica dell'opera. "Chi progetta un'opera di questa la vede come un ponte e quindi si preoccupa di minimizzare l’impatto ma questo punto di vista va cambiato: è un’opera che resterà a Messina e per almeno 20 anni sarà quello più lungo del mondo - ha detto Franza - Si tratta di una opportunità e di un fattore di ricchezza che deve cambiare il modello turistico della città diventando un attrattore ma deve avere i servizi per poterlo garantire". Questo però non esclude che "sorveglieremo perché Messina non venga distrutta, e sarei il primo a urlare se vedessi qualcosa che configge con la bellezza del territorio, ma è il momento di pensare al futuro", ha aggiunto ancora. 

E il traghettamento? Resterà ma "poi come si distribuirà dipenderà da tante cose - ha concluso - Intanto dalla tariffa per salire sul ponte. Se è più caro dei traghetti, allora il 50% del traffico passerà ancora dalle navi fra Tremestieri e Villa. Se il ponte lo facessero gratis il sistema di traghettamento non avrebbe senso ma manterremmo comunque il servizio di traghettamento come sistema di backup pronto a intervenire per ogni necessità e quindi servirà il 20-30% della forza lavoro precedente". A seguire sono intervenuti anche i consiglieri Libero Gioveni, Francesco Cipolla, Cosimo Oteri, Salvatore Papa, Antonella Russo, Giandomenico La Fauci e Margherita Milazzo. 

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