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VIDEO | "Restituite il teatro ai messinesi", le compagnie contro il Vittorio: “sistema” che uccide più dei Dpcm

Il duro atto d'accusa dei più bravi artisti italiani. Il loro destino compromesso non dall'emergenza sanitaria ma da una condizione culturale devastata. La responsabilità? “Una istituzione che allontana le eccellenze del territorio e non investe sulla città”

 

Il requiem della realtà teatrale messinese. Il nuovo Dpcm che ha disposto per la seconda volta la chiusura dei teatri ha mandato completamente in crisi un settore culturale già messo in ginocchio dall'assenza sul territorio di una politica di investimenti culturali sul lungo termine. A lanciare il grido di allarme sono le compagnie teatrali indipendenti per le quali l'ennesima serrata ministeriale non fa che acuire quella posizione di perenne isolamento rispetto non soltanto al territorio ma anche al principale teatro messinese, il "Vittorio Emanuele".

Un tentativo di dialogo fra l'Ente Teatro e le microrealtà cittadine era stato il progetto "Residenze autonome teatrali – culturali and performing arts", bandito a settembre e finalizzato a valorizzare il cartellone degli spettacoli attraverso il coinvolgimento delle compagnie teatrali locali e investendo i finanziamenti erogati dalla Regione Sicilia. In concreto, però, il dialogo fra gli artisti e la direzione artistica non ha portato a un accordo fra entrambe le parti.

"Il post-lockdown poteva essere una occasione per creare qualcosa di nuovo fra noi artisti e il Teatro, per rilanciare tutta la reatà culturale della città e creare una programmazione che guardasse al futuro - spiegano i professionisti - ma la risposta del Vittorio Emanuele non è stata quella giusta. Il bando è stato offensivo". Nel contesto di una amministrazione completamente sorda agli appelli dei professionisti dello spettacolo si guarda al futuro delle compagnie con poca speranza. "Non basta riaprire il teatro se non c'è un cartellone di spettacoli che coinvolga davvero il pubblico - hanno sottolineato gli artisti - Si deve programmare, progettare, scrivere insieme, uscire dal teatro e rientrare a teatro". 

Le interviste a Paride Acacia, Compagnia teatrale “On stage”, Roberto Zorn Bonaventura, “Castallo di Sancio”, Cristiana Minasi, Compagnia Carullo-Minasi e Sasà Neri, “La luna obliqua”. 

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