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Il consigliere Salvatore Sorbello

Il consigliere Salvatore Sorbello

Caso Tringali, la relazione dei vigili non convince Sorbello: “Anomalie su scontrini e fatture”

Arriva la risposta del sindaco e dell'assessore Musolino all'interrogazione del consigliere comunale sul buffet di compleanno all'Antonello dell'assessore-dirigente scolastico. Ecco tutti gli accertamenti svolti dalla polizia municipale che saranno trasmessi anche in procura

“Non si è avuto modo di comprovare l’accusa dello svolgersi di un banchetto o di una festa abusiva tanto da ritenere molto più plausibile la tesi di un pranzo collettivo offerto dalla dirigente scolastica”.

E’ questo uno dei passaggi più significativi della risposta del sindaco Cateno De Luca e dell’assessore Dafne Musolino all’interrogazione presentata dal consigliere comunale Salvatore Sorbello sul buffet di compleanno all’Istituto Antonello dell’assessore-dirigente scolastica Laura Tringali.

Sindaco e assessore avevano chiesto alla polizia municipale una relazione sui fatti diventati oggetto di scontro politico e di attenzione anche del Miur. A firmare la relazione, che sarà trasmessa alla Procura della Repubblica affinchè valuti se ricorrono estremi di reato nella condotta dell’assessore, il comandante vicario Giovanni Giardina e i coordinatori della sezione di polizia commerciale, Giuseppe Cifalà, e della sezione di Pg, Alessandro Munnia.

Le conclusione dei vigili mettono in evidenza una serie di aspetti.

Intanto che sotto l’aspetto delle autorizzazioni amministrative, lo svolgersi dell’attività di ristorazione, preparazione pasti e alimenti, servizi di ristoro e catering, risultano in linea con quanto dichiarato e non si riscontrano violazioni.

Anche dal punto di vista fiscale “non si sono riscontrate note degne di migliore attenzione”.  La Tringali avrebbe pagato in tutto 180 euro, come risulta dalle fatture e scontrini (cinque da 30 euro ciascuno) che hanno come data 24 febbraio, due giorni dopo rispetto a quando si è svolto il buffet di compleanno.

I luoghi in cui si è svolto “il pranzo collettivo” – scrivono i vigili – consente una capienza in contemporanea di 30 persone, meno di quelli che avrebbero partecipato anche se ci si è potuti affidare “solo alle dichiarazioni degli interessati” dal momento che il sistema di videosorveglianza non funziona dal 4 dicembre.

Per quanto riguarda poi l’accertamento di violazioni al Dpcm, la tipologia dell’illecito da riscontrare, prevede una serie di valutazioni oggettive sullo svolgersi dei fatti, e solo in caso di prove inconfutabili e insindacabili mentre la polizia municipale non ha avuto modo di “comprovare l’accusa dell’avvenuto svolgersi di un banchetto o di festa abusiva tanto da ritenere più probabile la tesi di un pranzo collettivo offerto dalla dirigente scolastica”. Gli agenti non escludono che, “laddove fosse stato espletato un accertamento in flagranza dei fatti, questo avrebbe potuto comportare una diversa determinazione dell’accaduto rispetto alle valutazioni oggi adottate, che sono state fatte più da intendimenti, giudizi soggettivi e meri riscontri verbali”.

Non mancano nella relazione dei vigili anche “personali contestazioni sullo sterile tentativo del consigliere comunale Salvatore Sorbello di dare una certa pressione  allo scrivente ipotizzando insabbiamento e pronunciando proprie opinabili sentenze che, sebbene non hanno comportato in alcun modo turbamenti sule valutazioni del caso, evidenziano un chiaro tentativo di utilizzare lo scrivente per ritenuti fini politici, considerato che laddove il consigliere Sorbello avesse ritenuto l’essersi compiuto un gravoso illecito, la forma più diretta di esposizione dei fatti era quella della denuncia-querela, e non quella dell’interrogazione, inviata alla polizia municipale solo per conoscenza, la cui indubbia finalità è quella di un riscontro politico e non l’accertamento di un perpetrato illecito”.

Sulla vicenda il consigliere Sorbello però non è intenzionato a demordere e avrebbe trovato anche agli atti della relazione elementi che non lo convincono. Una fattura di 50 euro non elettronica, risalente al giorno della festa, il 22 febbraio. Della stessa non si evince la trasmissione all'agenzia dell'Entrate (secondo Sorbello tutte le società hanno l'obbligo della fatturazione elettronica) mentre il saldo risulta pagato - in base alla documentazione - con scontrini battuti due giorni dopo l'avvenuto buffet. Tra le anomali anche il fatto che siano cinque dello stesso importo (i vigili ne elencano 6 in realtà uno sembra ripetuto). “Non si capisce perchè - si chiede Sorbello - siano stati pagati cinque volte 30 euro e non 150 in una unica soluzione con un solo scontrino, posto che non si possono battere scontrini due giorni dopo l'acquisto”.

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