Dossier della Fp Cgil, poco più di 550 impiegati reggono il Comune capoluogo

Il sindacato ha redatto un'analisi sui numeri dei dipendenti in servizio a Palazzo Zanca chiedendo un confronto al sindaco De Luca e sperando in assunzioni. Le proiezioni parlano di un migliaia di lavoratori in totale nel 2021

Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina

Il Comune di Messina retto soltanto da 550 dipendenti circa. Lo rivela uno studio della Fp Cgil che ha richiesto al sindaco Cateno De Luca un confronto rilanciando un nuovo piano di assunzioni. "Basta utilizzare i dipendenti del Comune di Messina quale strumento per una continua campagna elettorale - dichiarano Francesco Fucile, segretario generale e Giuseppe Previti, Responsabile aziendale Fp Cgil; è finito il tempo degli annunci e delle delazioni per parlare alla pancia dei cittadini, ora si passi al merito delle questioni e la Fp Cgil è pronta a confrontarsi nel merito dello stato di salute della macchina amministrativa comunale e a portare a valore le competenze e la
disponibilità della maggior parte dei dipendenti e tutto questo con dati di fatto. Il sindacato rispedisce al mittente tutte le dichiarazioni del sindaco De Luca delle recenti dirette Facebook,“classe burocratica che fa schifo e che ha fatto i porci comodi” classe di delinquenti”, per  non parlare degli attacchi personali ed esempi che farebbe bene a non fare. Inoltre la Fp Cgil di Messina dà un giudizio negativo sui trasferimenti posti in essere al Comune, spostamenti che sembrano rispondere ad indicazioni di Assessori piuttosto che ad utilizzare la
professionalità dei dipendenti, a volte assistiamo a veri e proprie invasioni di campo da parte di assessori che si sostituiscono ai dirigenti.

Passando allo studio si tratta di un lavoro di comparazione che mette in evidenza la situazione di forte crisi in cui versa la macchina amministrativa comunale, che si trova rispetto alle altre realtà analoghe dei Comuni capoluogo delle 13 Aree Metropolitane italiane in una condizione di forte penalizzazione, relegata nelle ultime posizioni sia sul rapporto tra dipendenti/abitanti sia per il rapporto tra
dirigenti/dipendenti. "Da una lettura attenta dei dati è facile comprendere come le parole che vengono usate nei confronti dei dipendenti comunali, molto spesso sono in antitesi alla carenza di risorse umane e a carichi di lavoro che sono diventati insopportabili - si legge - senza ovviamente voler sottacere sull’età media deidipendenti comunali e sulla mancata formazione specialistica che spesso avrebbe potuto rappresentare la chiave di svolta per alcune ataviche carenze". Il dato va anche letto nell’articolazione funzionale dei dipendenti che rende bene in quale situazione si trova il Comune di Messina, che secondo quanto disposto dal DM del Ministero Interno del
10.04.2017, quale Ente sottoposto a controllo in analogia agli Enti dissestati, potrebbe legittimamente potrebbe avere fino a 2000 dipendenti. Dal dato di 1352 dipendenti al 31.12.2018, Conto Annuale 2018, si deve tener conto che circa 479 dipendenti sono classificati in categoria A e B quindi per funzioni ausiliarie, circa 300 sono gli appartenenti al Corpo di PM, e quindi di fatto il Comune viene retto da circa 550 dipendenti, sempre come dato al 31.12.2018. Nel 2020 con 1192 dipendenti in totale il numero degli addetti alla macchina comunale al netto del personale in Cat. A e B e della PM scende a 500 con evidente dimostrazione che il trend è in continua
diminuzione e parallelamente i carichi di lavoro aumentano. La situazione si aggrava secondo le proiezioni formulate fino ad una situazione che nel 2021 vedrà in servizio complessivamente solo 1080 dipendenti.

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"Ora però è arrivato il momento delle scelte - dichiarano Fucile e Previti - e per invertire la tendenza si deve procedere ad
un Piano straordinario di assunzioni per far ripartire la macchina amministrativa. Il recente Piano Triennale del Fabbisogno di Personale 2020/22 non prevede alcuna assunzione a tempo indeterminato al netto del completamento delle stabilizzazioni e delle integrazioni full time dei dipendenti già in servizio. E ancora più importante, sottolineano Fucile e Previti, nessuna riflessione si fa sulla riqualificazione dei dipendenti comunali che aspettano da anni l’applicazione dell’art.20, comma 15 del Decreto legislativo 75/2017, per vedere legittimamente soddisfatte le aspettative e i giusti riconoscimenti professionali, che in settori chiave come la Polizia Municipale ed
altri dipartimenti strategici rappresenterebbe la giusta soluzione alla funzionalità dei servizi. Ed è proprio da qui che la Fp Cgil chiede di ripartire". 

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