Sede a rischio, la “Comunità Ellenica dello Stretto” scrive al sindaco

Il contratto di locazione dell’immobile è recentemente scaduto senza riscontri per il rinnovo. L'appello di Kostas Arvanitis alle istituzioni per trovare una soluzione

La Comunità Ellenica dello Stretto rischia di perdere la sua sede sociale  in centro città. Si tratta di  un appartamento situato in Viale San Martino n. 273 nel quale risiede dal 2012  all’epoca in via di confisca alla criminalità organizzata e concesso in locazione dall’amministrazione giudiziaria. Il contratto di locazione dell’immobile è recentemente scaduto e le richieste della Comunità greca di avere, nei modi e nei termini consentiti dalla legislazione italiana, lo stabile per continuarne la fruizione non hanno avuto nessun riscontro. A darne notizia Kostas Arvanitis membro del Parlamento politico europeo che scrive  al sindaco di Messina affinché possa intervenire sulla questione.

La sede  ha da subito ospitato attività sociali, tese all’insegnamento della lingua e della cultura greca e una biblioteca con quasi ottocento testi in greco moderno donati alla Comunità dalla Biblioteca Nazionale Ellenica, e messi a disposizione dell’intera cittadinanza, divenendo un punto di riferimento non solo per i circa duecento greci o discendenti di greci che vivono in città, ma anche per tutti i filelleni e per i cittadini messinesi interessati alla memoria e alla conoscenza delle proprie radici storiche e culturali. La Comunità Ellenica dello Stretto è sede riconosciuta anche dal Ministero della Pubblica Istruzione ellenico per  l’insegnamento della lingua greca, trovandosi in una posizione facilmente raggiungibile da tutti gli interessati.

“Le tante attività socio-culturali che si sono svolte nella sede – si legge nella missiva- favorite anche dalla sua posizione centrale  hanno avuto la capacità di coinvolgere tutti i messinesi e hanno avuto grande eco anche all’estero, portando a conoscenza dell’intera comunità internazionale il carattere peculiare e unico della città di Messina”.

“Messina, città nella quale prese l’abbrivio nel 1955 il processo di integrazione europea, ha una solida e radicata vocazione europea – continua la missiva- non può restare insensibile alle esigenze di tutela e protezione della sua minoranza linguistica riconosciuta. Tali valori sono oggi esplicitamente tutelati anche nel Trattato dell’Unione Europea che impegna tutte le istituzioni nazionali ed europee a rispettare la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigilare sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”.

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La Comunità chiede aiuto al primo cittadino per trovare una sede sociale adeguata (auspicabilmente quella sita in Viale San Martino, 273), per continuare la sua preziosa attività in città.
 

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