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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

Una comunità energetica nascerà nella periferia sud di Messina, la transizione green punta anche al Sociale

Una parte delle risorse a disposizione sarà inoltre destinata a iniziative di cittadinanza attiva; di sensibilizzazione alla sostenibilità

Saranno finanziate con oltre 1,3 milioni di euro dalla Fondazione con il Sud le 9 nuove comunità energetiche e sociali presto attive nelle regioni del Mezzogiorno. In Sicilia saranno due (nella periferia sud Messina e a Regalbuto), La loro selezione è avvenuta attraverso il primo bando dedicato a queste realtà, con il duplice obiettivo di favorire processi partecipati di transizione energetica dal basso e di ridurre la povertà energetica in cui vivono le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà economica e sociale. Le comunità energetiche rinnovabili sono enti composti da soggetti che, su base volontaria, si riuniscono per produrre e consumare energia elettrica pulita. Le comunità energetiche si fondano su un modello decentrato e diffuso in cui i cittadini diventano prosumers, cioè utenti che non si limitano al ruolo passivo di consumatori (consumer), ma partecipano attivamente alle diverse fasi del processo di produzione (producer) e gestione dei flussi energetici ed economici generati dalla comunità energetica. 

 Con un impegno complessivo di 300mila euro, il Banco dell'energia provvederà a contribuire ad alcune progettualità selezionate tramite il bando per le comunità energetiche e sociali al Sud, cofinanziando il 50% dei costi per gli impianti di energia rinnovabile o donando i pannelli fotovoltaici, tramite il contributo tecnico ed economico di partner privati, individuati tra i firmatari del manifesto 'Insieme contro la povertà energetica'. Inoltre, metterà a disposizione il proprio know how tecnico in materia di efficientamento energetico, in particolare per ciò che riguarda gli strumenti tecnologici e l'impiantistica. Per quanto riguarda la ripartizione delle entrate economiche rese possibili dal modello della comunità energetica e sociale, le iniziative che saranno finanziate prevedono sia il trasferimento diretto che l'accesso a servizi di prossimità, fornitura di energia o interventi di efficientamento energetico, spesa alimentare o buoni da spendere. In alcuni casi le entrate da incentivi verranno ripartite proporzionalmente all'utilizzo di energia condivisa, remunerando i comportamenti di consumo virtuosi; in altri, verranno distribuiti in quote identiche, o un mix delle due soluzioni

Una parte delle risorse a disposizione delle comunità energetiche sarà inoltre destinata a iniziative di cittadinanza attiva; di sensibilizzazione alla sostenibilità, risparmio energetico e consumo critico; alla rigenerazione territoriale; al potenziamento di iniziative socio-assistenziali e al rafforzamento dei legami di comunità. La maggioranza delle iniziative sostenute reinvestirà, inoltre, parte delle entrate nell'ampliamento della potenza installata attraverso nuovi impianti o acquisto di tecnologie complementari (es. accumulatori, software); alcune si inseriscono in un più ampio quadro di investimenti a sostegno della transizione energetica a livello comunale, regionale o europeo e altre intendono mettere a sistema risorse materiali e immateriali facendo rete con le comunità energetiche del territorio. Per le iniziative selezionate è prevista una valutazione di impatto, che sarà realizzata da Euricse, con l'obiettivo di disporre di un supporto scientifico nel rilevamento degli effetti economici, ambientali e sociali dei progetti selezionati. Nel 2021 la fondazione ha sostenuto nella periferia est di Napoli, a San Giovanni a Teduccio, la prima comunità energetica e solidale del Sud Italia, promossa da Legambiente in collaborazione con la Fondazione Famiglia di Maria, il cui tetto della sede ospita oggi un impianto solare da 53 kw. L'energia prodotta è condivisa con circa 40 famiglie. Secondo quanto riportato dall'Osservatorio sulla povertà educativa promosso da Con i Bambini in collaborazione con Openpolis, 2,1 milioni di famiglie erano in condizione di povertà energetica nel periodo 2004-15. Una quota che, nel periodo preso in esame, rappresentava circa l'8% dei nuclei, con un picco del 14% nel Mezzogiorno. Una tendenza purtroppo confermata dal rapporto Oipe - osservatorio italiano sulla povertà energetica - del 2020 e confermata per il 2024, anno in cui la percentuale di famiglie italiane in povertà energetica potrebbe salire al 12%. L'Osservatorio sulla povertà educativa evidenzia anche che quasi l'8% delle famiglie con figli in Italia non può permettersi di riscaldare casa in maniera adeguata, una percentuale più alta di quella europea, pari al 6,6

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