Cronaca

Grandi eventi negati allo stadio San Filippo, lo s...concerto di Pd e 5Stelle: “Via l'assessore”

Dopo la richiesta di dimissioni dei consiglieri Russo, Calabrò e Gennaro, anche Argento torna sulla decisione dell'amministrazione che taglia fuori la città. E attacca Scattereggia. Che replica...

La stagione 2020 uccisa dal Coronavirus, quella del 2021 dalla burocrazia. Non accenna a placarsi la polemica per lo stop ai grandi eventi allo stadio San Filippo. Dopo la richiesta di dimissioni dell'assessore Scattareggia da parte dei consiglieri comunali Pd Antonella Russo, Felice Calabrò, Gaetano Gennaro e Alessandro Russo, a intervenire di nuovo sulla vicenda capogruppo del M5s Andrea Argento che non si rassegna al no del Comune di Messina alla concessione dello Stadio per i concerti di Ultimo e Tiziano Ferro.

I concerti erano in programma il 27 giugno e il 15 luglio di quest’anno e sono saltati a causa dell’emergenza coronavirus. Il Comune di Messina ha detto no alla richiesta di rinvio al 2021, perché l’Amministrazione ha in itinere la procedura di evidenza pubblica per l’affidamento in concessione dello Stadio. “Il bando per la gestione pluriennale degli stadi ad oggi non è ancora pronto - hanno messo in evidenza i consiglieri del Pd - “si sarebbe potuto ancora prevedere in tale bando il vincolo legato allo svolgimento nello stadio Franco Scoglio dei due concerti, non tenutisi nel corso del corrente anno per causa di forza maggiore”. 

Anche per ilconsigliere Argento “la rinuncia non ha alcun senso e la “scusa” della gara di affidamento non giustifica il danno arbitrariamente cagionato per motivi ancora tutti da decifrare. “La città non può permettersi in alcun modo di rinunciare ai grandi eventi e al relativo indotto - si legge in una nota del consigliere Argento -  È una scelta che non comprendo e sulla quale va fatta chiarezza. Considerato il periodo difficile che stiamo affrontando e l’approssimarsi dell’estate una procedura di gara di questo tipo comporterebbe tempi molto lunghi e il rinvio dei concerti all’estate 2021, come hanno fatto in tutto il mondo per i grandi eventi, comprese le Olimpiadi, sarebbe quindi compatibile con le scadenze».

“I grandi eventi – prosegue - devono essere preparati dagli organizzatori previo accordo col Comune o il concessionario. Il tutto è compatibile con la procedura di affidamento, anche se per assurdo durasse meno di un anno. Lo schema approvato, infatti, prevede e obbliga il concessionario a lasciare diverse date “disponibili” nel corso dei 12 mesi. Mi chiedo quale sia la reale ragione della rinuncia”, prosegue, ribadendo le perplessità - già espresse a maggio del 2019 – su un bando di gestione in mancanza del nuovo Piano regolatore.

Infine una considerazione sull’operato dell’assessore Pippo Scattareggia: “In questi mesi ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di svolgere il suo ruolo. Basti pensare alla gestione di “sagre”, festival ed eventi al Palacultura, al caso del “Giardino delle Luci” e soprattutto alle ta
nte tematiche sportive che ho più volte segnalato e contestato. È necessario che vada via, nell’interesse della cittadinanza e di tutti gli sportivi”.

La preoccupazione per tutti è che la definitiva fuoriuscita della città di Messina dal circuito dei grandi eventi musicali e dei grandi concerti, quando, fino allo scorso anno, lo svolgimento dei concerti tenutisi allo stadio Franco Scoglio ha fatto sì che la città rappresentasse spesso l’unica tappa di importantissimi eventi musicali in tutto il Sud Italia.

La replica di Scattereggia

Ma sulle critiche replica l'assessore Scattareggia con una lunga nota in risposta alla società ‘Musica da Bere’ di Carmelo Costa sull’impossibilità di assumere l’impegno di una data nel 2021 per il concerto di Tiziano Ferro. L'assessore ripercorre complessivamente la vicenda degli impianti sportivi mettendone in evidenza i costi (oltre 2milioni di euro annui a fronte di 30.000,00 euro di introiti). Una situazione che ha spinto a prevedere con la delibera ‘Salva Messina’ l’affidamento a terzi della gestione attraverso procedure di evidenza pubblica. “Sono stati così approvati dal Consiglio comunale - scrive Scattareggia - tutti gli schemi di convenzione per la gestione dei vari tipi di impianti sportivi, tra i quali la convenzione dello stadio San Filippo”.

Procedura di gara già avviata

“Il bando per il San Filippo - spiega l'assessore - è stato concepito per selezionare un operatore al quale si richiede di realizzare un impianto multifunzionale, volto a favorire anche un incremento della vivibilità del contesto in cui è inserito, al fine di divenire un ‘volano’ economico e sociale per l’intera area circostante. La procedura di gara è già stata avviata e si stima un tempo di circa quattro mesi per la sua conclusione. Con l’aggiudicazione l’Amministrazione consegnerà al vincitore la gestione dello stadio e l’obbligo di realizzare i lavori previsti. Dunque è evidente che in questa fase non è stato possibile vincolare lo stadio per il 2021 in quanto la realizzazione di concerti così rilevanti, richiedono un’occupazione dello stadio per almeno 15 giorni, e non esistono i presupposti giuridici per vincolare in maniera così pervasiva il futuro soggetto gestore, che in fase di gara presenterà un progetto di gestione e di realizzazione di lavori. Tra l’altro l’Amministrazione comunale non ha negato lo svolgimento del concerto, ma ha soltanto precisato che per l’estate 2021 la decisione è rimessa al futuro gestore o comunque all’Amministrazione comunale nella malaugurata ipotesi che la gara dovesse andare deserta. Quest’ultimo caso sarebbe il vero danno per la città”.

Sui costi e i ricavi Scattareggia contesta del dichiarazioni di Carmelo Costa, amministratore della società ‘Musica da Bere’: “Snocciola numeri non comprovati (800 lavoratori messinesi per due settimane) - dice l'assessore - e  addirittura riferisce di ‘cospicui canoni che il Comune incassa per l’affitto dello stadio’ e di ‘danno erariale che questa decisione comporterà per le casse comunali su cui deciderà la Corte dei Conti..’. A questo proposito è utile rendere note le somme incassate dal Comune da parte degli organizzatori dei concerti tenutisi negli ultimi anni: 2015 concerto di Jovanotti euro 8,32 iva inclusa; 2016 concerto dei Pooh euro 2.000,00; 2017 concerto Tiziano Ferro euro 357,84; 2018 concerto Negramaro euro 2.455,21; 2019 concerti Pausini –Antonacci e concerto Ligabue euro 5.564.60”. Iva inclusa per tutti.

“Questa Amministrazione - insiste Scattareggia - ha appreso che agli organizzatori dei concerti veniva consentito compensare le somme dovute al Comune per la concessione dello stadio, con quelle che gli stessi organizzatori si impegnavano a sostenere per realizzare quei lavori necessari a consentire ciascun concerto. Le cifre da compensare coincidevano ogni volta e sul punto l’Amministrazione avvierà una indagine interna per verificare l’esistenza agli atti d’ufficio dei computi metrici dei lavori realizzati nello stadio ad ogni concerto, nonché degli atti di approvazione degli stessi da parte dei funzionari e dirigenti comunali che hanno consentito le suddette compensazioni”.

Vincoli contrattuali e proposte

Sulle contestazioni mosse dai consiglieri del gruppo Pd, Scattareggia invita a dare un contributo al bene della città, supportando l’Amministrazione nell'azione di verifica della regolarità e correttezza della passata gestione degli impianti sportivi e della gestione dello Stadio San Filippo in occasione dei concerti, “anziché fornire suggerimenti giuridicamente errati, quali quello di inserire nel bando di gara europea il vincolo di fare svolgere i concerti”.

“E’ notorio che il bando di gara è un atto amministrativo che disciplina esclusivamente le modalità di partecipazione alla procedura di gara, i requisiti dei partecipanti e le modalità di presentazione delle offerte. I vincoli contrattuali per il soggetto gestore possono essere contenuti esclusivamente nella convenzione che rappresenta il contratto che disciplina i rapporti ed i vincoli tra le parti, ed i cui contenuti per la gestione dello stadio San Filippo sono già stati oggetto di approvazione da parte del Consiglio comunale. I suggerimenti in termini di cosa risponda al bene della città di Messina non sono così imparziali quando provengono da parte del suddetto organizzatore di eventi, che, oltre ad aver sempre compensato le somme dovute al Comune per acquisire la disponibilità dello stadio, tra l’altro un mese addietro ha anche notificato al Comune un infondato ricorso al Tar avverso una delibera della Giunta con la quale, prima del verificarsi dell’emergenza Covid si era prorogata la concessione dello stadio San Filippo alla società Acr. Nonostante nella delibera fosse stata pienamente garantita la realizzazione del concerto, comunque divenuto irrealizzabile nella data stabilita per causa di forza maggiore, la società Musica da Bere ha trascinato il Comune di Messina in un inutile e dannoso contenzioso. Nella ferma convinzione che l’interesse primario della Città sia quello di affidare la gestione del più importante stadio cittadino ad un soggetto valido e capace, si auspica – conclude l’assessore Scattareggia – che gli organizzatori possano interloquire con il futuro gestore e realizzare i loro concerti”.

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