Cronaca

Elezioni regionali 2017, concluse le indagini preliminari per i presunti illeciti

Il pm Fabrizio Monaco ha notificato l'atto ai 14 indagati tra cui diversi politici. Abuso d'ufficio, falso, minacce aggravate dal metodo mafioso i reati contestati

Scritta la parola fine sulle indagini relative ai presunti illeciti relativi alle elezioni regionali del 2017. Un articolato filone d'inchiesta, partita dalla Dia di Catania, ha riguardato anche Messina e provincia.

Sono quattordici gli indagati che nelle ultime ore hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte del sostituto procuratore distrettuale antimafia Fabrizio Monaco. Si tratta dell'ex sindaco di Milazzo e attuale consigliere comunale Lorenzo Italiano, l'ex consigliere provinciale Roberto Carlo Cerreti, l'ex parlamentare regionale Santo Catalano, il sindaco di Fondachelli Fantina Marco Pettinato, il padre Francesco, già sindaco del centro montano, la candidata a sindaco alle ultime amministrative Maria Pamela Corrente, Armando Buccheri, Carmelo Fascetto, Francesco Salmeri, i messinesi Placido Smedile, Davide Lo Turco e Giuseppa Zangla, il pattese Enrico Talamo e il milazzese Rocco Cambria.

Le accuse, a vario titolo, contestate dalla Procura sono abuso d'ufficio, falso, minacce aggravate dal metodo mafioso. Tutto nasce da un’inchiesta aperta nel 2018.

Stralciata invece la posizione del sindaco di Messina. Cateno De Luca che aveva avuto modo di chiarire in fase di interrogatorio, è accusato solo di aver, il 27 luglio 2018, scelto i componenti del consiglio di amministrazione dell'Amam senza rispettare il principio delle 'quote rosa' per il quale era necessario nominare almeno una donna.

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