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Cronaca

Concorsi pilotati all'università Mediterranea, 43 indagati dopo la denuncia di una messinese

Il caso che ha scosso Reggio Calabria ha avuto origine dall'altra parte dello Stretto

Si sono concluse le indagini dell'inchiesta "Magnifica", condotta della guardia di finanza e dai pubblici ministeri Sabrina Fornaro e Flavia Modica. La procura della Repubblica, guidata da Giovanni Bombardieri, ha infatti notificato l’avviso di conclusione indagini a 43 indagati, tra docenti e tecnici, dell’università Mediterranea di Reggio Calabria. L'inchiesta è partita nell'aprile del 2022 dopo le denunce dell'architetto messinese Clarastella Vicari Aversa.

Come riporta ReggioToday, dentro il tempio della cultura cittadina vi sarebbe stata una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a “commettere molteplici delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’università Mediterranea”. 

Tra gli indagati i due ex rettori dell’Ateneo reggino, Marcello Zimbone e Pasquale Catanoso, e i direttori dipartimentali Gianfranco Neri, Adolfo Santini, Massimiliano Ferrara, "per avere sostenuto e attuato l’illecita gestione ipotizzata da parte dei due ex rettori". Concorsi pilotati per l'assegnazione di cattedre a professori e irregolarità negli appalti, queste le accuse di cui adesso dovranno difendersi gli indagati.

Secondo gli inquirenti "Pasquale Catanoso, rettore fino al 14 novembre 2018, successivamente pro-rettore vicario, nel ruolo di capo e promotore dell'associazione, gestiva le risorse finanziarie disponibili, le autovetture di servizio, gli appalti dei lavori edili di manutenzione dei locali universitari, le procedure concorsuali e comparative per le posizioni di ricercatori, professori ordinari e associati, assegnisti di ricerca, nonché le selezioni per l'accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione, in totale spregio della normativa di settore e dei principi di meritocrazia e perseguimento delle finalità istituzionali dell'Ateneo; in particolare utilizzando per fini privati le autovetture di servizio che così sottraeva alla finalità istituzionale, nonchè ponendo in essere molteplici e reiterati atti contrari ai doveri del proprio ufficio (imparzialità, lealtà, correllezza e fedeltà), ed in violazione di specifiche disposizioni normative, di rango legislativo e regolamentare, soprattutto nella selezione dei componenti 'affidabili' delle commissioni esaminatrici, idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati dallo stesso prescelti direttamente o a seguito di segnalazione, realizzando con tali condotte una sistematica direzione lesiva dei diritto alla progressione di carriera delle professionalità estranee al novero dei candidati segnalati, come peraltro specificamente indicato nelle successive contestazioni; determinava, inoltre, con la sua azione quotidiana, la prosecuzione della gestione illecita descritta anche nel corso del rettorato di Zimbone, al quale forniva dritte e indicazioni su come celare il perseguimento degli interessi privati e mantenere le relazioni, da lui curate e instaurate, con personaggi di spessore sociale e istituzionale esterno all' Ateneo";

Marcello Zimbone, rettore, "nel ruolo di capo e promotore dell'associazione, negli stessi settori indicati per il Catanoso, ne proseguiva l'illecita gestione senza soluzione di continuità, avallando e garantendo ai direttori dei dipartimenti e ai docenti la conservazione delle loro posizioni privilegiate, nonchè la progressione di carriera dei candidati di volta in volta segnalati, anche mediante l'ingerenza nella formazione delle commissioni esaminatrici, composte in modo 'adeguato' al raggiungimento dei suoi obiettivi; realizzava reiterate condotte di appropriazione delle risorse dell'Ateneo quali le autovetture di servizio per il soddisfacimento di esigenze private, nonché di turbata libertà nella scelta del contraente nelle procedure di gara volte all'aggiudicazione degli appalti di lavori".

Un sistema che controllava il cuore della Medieterranea e che gestiva anche i fondi. Dalle carte dell'inchiesta, secondo gli inquirenti un gruppo di docenti, strutturato, avrebbe agito "secondo logiche clientelari e di favoritismo e quindi spartitorie, che fa capo, quanto alla gestione, al governo, ai vertici della struttura universitaria”.

La cena per il prefetto

Tra gli episodi sotto la lente di ingrandimento dei magistrati vi è anche una cena con il prefetto. Pasquale Catanoso e Massimiliano Ferrara, "in concorso tra loro, Catanoso in qualità di pro-rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Ferrara, in qualità di direttore del Digies (Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze della formazione), si appropriavano di denaro di cui avevano la disponibilità per ragione del loro ufficio; in particolare, in occasione della conclusione dell'incarico prefettizio a Reggio Calabria del dott. Michele Di Bari, Pasquale Catanoso organizzava una cena di saluto, in data 10 maggio 2019, presso i locali dell'Università, con circa ottanta invitati, in forza dell'autorizzazione di cui al decreto n. 80 del 10 maggio 2019, a firma del Ferrara nella qualità suddetta; il costo, ammontante ad euro 3.578,30, veniva corrisposto alla società "Gestioni Romito s.r.l." tramite fondi dell'Università e veniva falsamente giustificato, quale «servizio pranzo in occasione del Corso di Sostegno 2018- 2019".

I favori ai candidati

Sulla base di quanto emerso dalle indagini, "la perpetrazione di molteplici e reiterati atti contrari ai doveri d’ufficio di imparzialità, lealtà, correttezza e fedeltà si manifestava, soprattutto, in occasione delle varie procedure concorsuali e comparative, nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione”. Le procedure comparative e concorsuali riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione".

La ristrutturazione di Palazzo Zani 

Sono accusati di abuso d'ufficio per i lavori di ristrutturazione edilizia di Palazzo Zani. Secondo gli inquirenti infatti: "Pasquale Catanoso, Marcello Zimbone, Ottavio Amaro, Antonino Mazza Laboccetta,  perché, in concorso tra loro, dopo che Francesco Manganaro, direttore del dipartimento di giurisprudenza nel triennio 2015-2018, Rosario Russo, allora capo dell'Ufficio tecnico dell'Ateneo, responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori e  Alessandro Taverriti, responsabile dell'Ufficio tecnico dell'Ateneo, avevano commesso il reato di abuso d'ufficio, autorizzando, in assenza di una apposita procedura di gara, l'esecuzione dei lavori da espletarsi presso Palazzo Zani, sede del dipartimento di giurisprudenza ed economia della Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria e, precisamente, di interventi edili ulteriori e comportanti un aggravio di spesa per la stazione appaltante di euro 250.000 rispetto a quelli già appaltati, alla ditta 'Vierredil Costruzioni di Vicari & Condello Srl', legalmente rappresentata da Vicari Renato (oggetto del contratto registrato in data 1.06.2017 al n. di repertorio 2353), e dopo che i predetti lavori aggiuntivi venivano ultimati, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso aiutavano il Russo, il Taverriti e il Manganaro ad eludere le investigazioni dell'Autorità giudiziaria: occultando l'avvenuta realizzazione di tali interventi, tramite sospensione fittizia dei lavori, disposta con ordine di sospensione allegato al verbale della seduta del Consiglio di amministrazione del 23 ottobre 2018, e installazione di un falso cantiere presso Palazzo Zani, predisponendo il Mazza Laboccetta una perizia ideologicamente falsa che attestava la natura di modifiche non sostanziali dei predetti ulteriori interventi edili (in realtà del tutto nuovi rispetto a quelli già aggiudicati alla ditta con la precedente gara e necessitanti di un nuovo appalto); sottoponendo la suddetta perizia alla valutazione del Consiglio di Amministrazione che sulla base delle stessa emanava, in data 13 novembre 2018, la relativa delibera a contrarre con affidamento diretto; stipulando, in data 28 novembre 2018, in virtù della citata delibera, un nuovo contratto con la 'Vierredil Costruzioni di Vicari & Condello Srl, in tal modo conferendo apparente regolarità ai lavori svolti in realtà in violazione della normativa prevista dal Codice degli Appalti"

La genesi dell'inchiesta

Le indagini traggono origine da un esposto, presentato alla procura della Repubblica, da una candidata non risultata vincitrice, Clara Stella Vicari Aversa, nel quale venivano segnalate condotte irregolari perpetrate in occasione dell’espletamento della procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario.  Le fiamme gialle avevano riempito di microspie gli uffici delle persone indagate, in tutto 52, all’interno dell’università Mediterranea e intercettato le loro conversazioni telefoniche. Poi l'inchiesta delle fiamme gialle aveva portato poi ad oltre 1200 pagine di ordinanza, i finanzieri hanno riempito di microspie gli uffici delle persone indagate, in tutto 52, all’interno dell’università Mediterranea e intercettato le loro conversazioni telefoniche.

I nomi degli indagati

Dal giorno della notifica tutti gli indagati avranno venti giorni di tempo "per presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio".

1) Albanese Giuliana Renata;

2) Amaro Ottavio Salvatore, 

3) Barillà Vincenzo, 

4) Bombino Giuseppe;

5) Carbone Francesca Romana,

 6) Catanoso Pasquale;

 7) Chirico Paolo Biagio

 8) Condello Antonio;

9) Dato Zaira;

10) De Capua Alberto

11) De Capua Claudio Roberto Maria,

12) Errante Lidia

13) Fabbio Philipp,

 14) Ferrara Antonio;

15) Ferrara Massimiliano,

 16) Ginex Gaetano;

17) Gulisano Giovanni, 

18) Maltese Demetrio;

19) Manganaro Francesco;

20) Manti Chiara;

21) Manti Domenico;

 22) Mazza Laboccetta Antonino;

 23) Milardi Martino;

 24) Morabito Francesco Carlo;

25) Morabito Maria Francesca;

26) Neri Gianfranco;

27) Panuccio Emilia Adele;

28) Pellitteri Giuseppe;

 29) Russo Antonello;

30) Russo Rosario Maria;

31) Sabatini Francesca;

32) Saladino Giovanni;

 33) Santini Adolfo;

 34) Schena Leonardo;

35) Sciascia Andrea;

 36) Tamburino Vincenzo;

37) Taverriti Alessandro;

 38) Tornatora Rosa Marina;

39) Trimarchi Michele;

40) Tropea Giuseppe;

 41) Urso Agostino;

 42) Zema Demetrio Antonio;

43) Zimbone Santo Marcello Agrippino

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