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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Esclusa dal concorso dopo la prova d'inglese, si rivolge al Tar e ottiene la riamissione

La vicenda di una candidata al bando del ministero della Giustizia per l'assunzione di oltre 2mila funzionari. La donna era stata bocciata all'esame scritto nonostante avesse ottenuto un punteggio superiore al minimo stabilito. A pesare, secondo la Commissione, l'insufficienza nella lingua straniera

Prima la bocciatura, poi il ricorso e infine l'ammissione. Questa in sintesi la vicenda che ha visto protagonista una messinese candidata al concorso indetto dal ministero della Giustizia per il reclutamente di nuovi oltre 2mila funzionari. La donna lo scorso 13 ottobre ha sostenuto la prova scritta conseguendo 24.25/30 su un punteggio minimo per l'ammissione all'esame orale successivo uguale o superiore a 21 punti. Ma nonostante tutto è stata bocciata per non aver ottenuto la sufficienza nella parte del test relativa alla lingua inglese.

Da qui il ricorso al Tar tramite gli avvocati Antonino Crisci e Andrea Fiore. Il tribunale amministrativo - precisano i legali - ha fatto emergere come il peso conferito all' esame di inglese non possa ribaltare l'esito positivo della votazione ottenuta nelle materie di taglio giuridico-amministrativo nel concorso indetto dal ministero della Giustizia per il reclutamento di 2.329 funzionari RIPAM. Grazie al provvedimento cautelare reso in data 24 marzo 2022, la concorrente  avrà la possibilità di sostenere la prova orale prevista dal concorso, superando la precedente insufficiente valutazione. Si tratta di uno dei pochi provvedimenti resi in tal senso dal giudice amministrativo in sede di primo grado nell’intero panorama giurisprudenziale".

Il Tar ha quindi accolto l'istanza cautelare ai soli fini dell’ammissione con riserva alle successive prove concorsuali, fissando l’udienza pubblica per la decisione nel merito del ricorso al 21 dicembre 2022. 

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