Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Torturavano i migranti, condannati a vent'anni tre scafisti arrestati all'hotspot di Messina

Scioccante il racconto delle vittime arrivate a Lampedusa il 7 luglio scorso dopo essere state soccorse dalla nave Mediterranea. Sono le prime condanne per il reato di tortura in Italia

Sono stati condannati a vent'anni di carcere a testa tre scafisti arrestati nell'agosto dello scorso anno a Messina dalla polizia dopo indagini congiunte tra Palermo e Messina. Un arresto che aveva scioccato per il racconto delle vittime arrivate a Lampedusa il 7 luglio scorso dopo essere state soccorse dalla nave Mediterranea, e che hanno raccontato le torture subite dai tre carcerieri.

Frustate e scariche elettriche, contestato per la prima volta il reato di tortura

L’ha disposto il gip del Tribunale di Messina, nei confronti di Mohammed Condè, detto Suarez, originario della Guinea, 27 anni, Hameda Ahmed, egiziano, 26 anni e Mahmoud Ashuia, egiziano, 24 anni che li ha riconosciuti responsabili di reati che vanno a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all'omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione.

L'inchiesta era stata avviata ad Agrigento. "A parità di condotte criminose - aveva detto il vice questore aggiunto Giovanni Minardi, a capo della Squadra Mobile della Questura di Agrigento  - è la prima volta che viene applicato il reato specifico di tortura, introdotto nel luglio del 2017”.

Lo scorso maggio, la condanna a 20 anni era stata richiesta dal sostituto della Dda Antonella Fradà, per i tre aguzzini che vennero fermati all'hotspot di Messina.

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