Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Pergolizzi nominato presidente, 17 consiglieri si rivolgono al Tar

Per i componenti dell'opposizione la nomina dello scorso maggio non è legittima

Finisce al Tar la nomina di Nello Pergolizzi alla presidenza del consiglio comunale.  È’ stato infatti depositato il ricorso amministrativo avverso la delibera del 29 maggio 2023 firmato da 17 consiglieri. Pergolizzi aveva ottenuto 15 voti su 32 votanti, ma sulla procedura i componenti dell'opposizione avevano già scritto al dipartimento Autonomie Locali della Regione.

Dopo la votazione da cui è scaturito un aspro dibattito in aula in merito alla validità delle elezione di Pergolizzi che - pur avendo ottenuto il maggior numero di voti in numero di 15 a fronte dei 14 di Croce - non aveva superato l’asticella del quorum della maggioranza di 17 voti su 32 votanti prevista dalla legge e dallo Statuto comunale.  La seduta si è conclusa con la proclamazione del Pergolizzi avendo il segretario comunale dott.ssa Rossana Carrubba applicato una circolare regionale che dava valenza al numero di voti e non al quorum richiesto dalla statuto.

Ma i 17 consiglieri, che costituiscono oggi certamente la maggioranza assoluta e che non hanno votato Pergolizzi, non ci stanno e si sono rivolti al Tar evidenziando l’illegittimità della deliberazione. Nel ricorso si evidenzia che la votazione del 29 maggio non può essere inoltre considerata una prima votazione, perché il plenum del Consiglio era stato ricostituito a seguito delle dimissioni dei consiglieri De Luca e De Leo, e quindi non aveva la stessa composizione di quel consesso che aveva votato una prima volta il 2 maggio.

Ulteriormente i 17 consiglieri, tutti difesi dall’avvocato Ciro Gallo, hanno evidenziato che, quand’anche la elezione di Pergolizzi fosse considerata come seconda votazione, alla stessa si doveva applicare la previsione statutaria che fissa il quorum nella maggioranza dei votanti (17 voti) e non la circolare regionale, applicabile eventualmente solo per la prima adunanza consiliare susseguente alle elezioni. Questa prospettazione, secondo il legale, è già stata affrontata ed indicata in una precedente pronuncia dello stesso TAR Catania su un caso identico relativo all’elezione del presidente del Consiglio Comunale di Piazza Armerina.

Sarà quindi il tribunale amministrativo, in via di urgenza, a mettere la parola fine alla vicenda ed a valutare la richiesta dei 17 Consiglieri che, conferendo un unico mandato hanno già dato un segnale politico forte evidenziando una certezza: "il sindaco Federico Basile in soli 12 mesi ha infranto la maggioranza dell’aula facendo sì che una ex minoranza diventasse maggioranza conclamata. A tal punto sarebbe opportuno che dall’attuale contesto che priva la nuova maggioranza di un riferimento concreto, il coordinatore del Consiglio traesse le più rispondenti conclusioni evitando una situazione di stallo politico, foriero per la città di gravi disagi e di grave insidia all’agibilità democratica".

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