Cronaca

Didattica a distanza, anche il Consiglio di Stato dice no: “Rivalutare meccanismo automatico di chiusura in zona rossa”

E’ quanto stabilito in due decreti monocratici depositati oggi. L'invito al governo del comitato Scuola in presenza tener conto della decisione: “Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza”

Nuova vittoria giudiziaria per i comitati aderenti alla Rete Nazionale “Scuola in Presenza”.

In due decreti depositati in data odierna, il Consiglio di Stato – organo supremo della giustizia amministrativa – a firma del presidente della Terza Sezione Franco Frattini ha respinto l’appello del Governo contro le  ordinanze cautelari  emesse dal Tar del Lazio ottenute dai genitori e studenti del Comitato A scuola! di Milano e del Comitato Ri(n)corriamo la scuola di Firenze contro il DPCM 2 marzo 2021 relativamente al meccanismo di sospensione automatica della didattica in presenza, anche in zona rossa.

In entrambi i ricorsi, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio aveva ordinato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 26 marzo 2021 di riesaminare, con più congrua e adeguata motivazione, le misure impugnate entro il 2 aprile 2021, decisione ribadita oggi dal Consiglio di Stato.

Dagli atti appare “una irragionevolezza della disposta istruzione a distanza senza distinzione di aree territoriali né di classificazione ai fini della diffusione del contagio.”

Inoltre, dai documenti scientifici depositati dalla stessa Presidenza del Consiglio, “emergerebbe la non forte influenza delle attività di istruzione in presenza ai fini della diffusione del contagio.”

Per questo motivo non apparirebbe razionale la “priorita’ assegnata alla precauzione sanitaria, a fronte della grave compressione del diritto all’istruzione, anch’esso costituzionalmente tutelato”.

Il Governo dovrà quindi rivalutare e motivare le sue decisioni in materia di chiusura della scuola con adeguati e motivati dati scientifici, in modo trasparente e coerente.

Una decisione che ha risvolti in tutte le regioni. “La Scuola per tutti i bambini e le bambine, le ragazze ed i ragazzi è Salute” si legge in una nota del Comtato. E su questo punto tutti i comitati, le associazioni, i gruppi informali di genitori della Rete Nazionale “Scuola in Presenza” si sono uniti nelle ultime settimane per lanciare un grido d’allarme a difesa delle future generazioni. In diversi territori della Penisola il ricorso alla didattica a distanza è stato l’unico provvedimento utilizzato per arginare il contagio senza addurre studi scientifici e dati. Di fatto in tutto il Paese gli adolescenti sono dietro ad uno schermo da più di un anno e in alcune Regioni questa sorte è addirittura toccata ai bambini delle classi del primo ciclo d’istruzione. La società civile esorta il governo a tener conto delle decisioni odierne del Consiglio di Stato per mettere un freno alla pandemia educativa attualmente in corso - conclude - Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza in una grande manifestazione nazionale il 10 aprile se non saremo ascoltati”.

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