Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Sicilia sempre più vecchia, un abitante su cinque ha più di 65 anni

Cresce l'invecchiamento nell'Isola e cala la natalità. I dati sono stati analizzati durante un convegno organizzato dalla Fnp Cisl. Cappuccio: "Gli anziani sono una risorsa e le istituzioni devono pensare a politiche adeguate per la loro tutela e assistenza e lavorare per creare un patto intergenerazionale"

Su un totale di 4.814.000 (in decremento negli ultimi anni) in Sicilia, la popolazione anziana (65 anni e oltre) è pari a 1.100.270, 10 anni fa il totale della popolazione era 4.999.93 e gli anziani erano 948.750. A far comprendere la centralità del ruolo degli anziani è anche l’indice di struttura della popolazione attiva, che rappresenta il grado di invecchiamento in età lavorativa e in Sicilia il rapporto percentuale tra la parte di popolazione in età attiva (40-64 anni) e quella piu giovane (15-39) è di 130,4 (130 ogni 100 giovani) cosi come il dato dell’indice di ricambio della popolazione attiva, vale a dire il rapporto percentuale tra la fascia che sta per andare in pensione (60-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-19), che è di 133,5. Ciò conferma che coloro che lavorano sono più avanti con l’età. Fondamentale anche l’indice di dipendenza strutturale che rappresenta il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni e i giovani fino ai 14 anni, che mostra come nel 2023 ci sono 56,6 individui a carico ogni 100 che lavorano. Scende sempre di più la natalità nell’Isola: nei primi mesi del 2023 ha subito un ulteriore calo del 3%.

Sono tutti dati che sono stati al centro del convegno "Gli anziani risorsa per la famiglia, per la società e il Paese" organizzato dalla Fnp Cisl che si è svolto all’hotel San Paolo Palace di Palermo. Sale l'età media, che si attesta attorno ai 45 anni e l'indice di vecchiaia nel 2023 è stato pari a 172. Questo vuole dire che ci sono 172 anziani ogni 100 giovani e scende l'indice di natalità in modo costante ormai da 20 anni, oggi pari a 7,6. "La vecchiaia - ha affermato Maria Rosaria Aquilone, segretaria generale Fnp Cisl Sicilia - non è un tempo da temere sentendolo vuoto e inutile, ma è un tempo che può dare ancora molti frutti. Proprio la sensibilità maturata con gli anni, la capacità degli anziani di cogliere pensieri non espressi, la loro inclinazione a dare attenzioni sono un vero patrimonio di ricchezza, una fonte inesauribile. Oggi che gli anziani rappresentano una quota consistente della popolazione, oltre il 25%, bisogna non solo pensare ad un patto intergenerazionale ma anche a migliorare le politiche sociali a favore di questa importante fetta della popolazione. L'alleanza fra le generazioni è indispensabile per costruire il futuro, una società solidale e che stia vicino alle persone qualunque età esse abbiano".

Ad intervenire sono stati il segretario generale Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio, il professore del Dipartimento di Statistica e metodi quantitativi dell’Università di Milano, Gian Carlo Blangiardo, il vicepresidente dell’associazione "Nonni 2.0" Giuseppe Zola e monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale. "Gli anziani - afferma Cappuccio segretario generale Cisl Sicilia - sono assolutamente una risorsa e lo sono ancora di più per questa regione. Per questo abbiamo chiesto al governo regionale di discutere insieme di tutte quelle politiche e azioni che hanno una ricaduta sugli anziani, le politiche sanitarie, della non auto sufficienza, della fragilità e relative alla famiglia, che bisogna sostenere di più. Bisogna coniugare tutte queste priorità nel sistema di welfare e serve avviare una discussione su un patto forte tra gli anziani e le nuove generazioni, sostenendo entrambi. Del resto le risorse come il Pnrr e i fondi comunitari, ci sono. Bisogna avere visione chiara di rilancio e stiamo lavorando a tal proposito e per questo continueremo ad incalzare il governo regionale".

A concludere il giro di interventi è stato Emilio Didoné, segretario generale Fnp Cisl nazionale. "La rilevanza della presenza degli anziani all’interno della famiglia è un dato acclarato. Il loro bagaglio di esperienze di vita e saggezza, insieme all’aiuto materiale che danno alle proprie famiglie, ci dà il senso di quanto sia importante l’apporto ed il sostegno che sono capaci di dare anche alla società ed all’intero Paese dove risulta più che mai necessario garantire i diritti degli anziani ed il loro rispetto in ogni situazione, con un'assistenza sociosanitaria responsabile. La loro presenza - ha aggiunto -  risulta oramai fondamentale per l'ìaiuto che danno ai figli e per la cura dei nipoti, che si traduce in un significativo risparmio per le famiglie, sopperendo così ad un welfare inefficiente o comunque carente e quindi non in grado di rispondere ai bisogni di una società che cambia".

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