Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

"Il Ponte non si farà mai, serve reazione di popolo": convegni inutili per il sindaco

Invitato da Rotary, Kiwanis e associazione Diodoro il primo cittadino, pontista della prima ora, ha attaccato la classe politica meridionale e gli aspetti politici e scientifici sul mancato finanziamento governativo

"Il Ponte sullo Stretto non si farà mai, serve una reazione di popolo": a dirlo il sindaco Cateno De Luca, pontista convinto già dalla sua prima esperienza da deputato regionale che oggi è stato invitato al convegno Infrastrutture al Sud e Ponte sullo Stretto: quali e quanti benefici...? organizzato da Rotary Club Messina, Kiwanis Distretto Italia – San Marino, Associazione Centro Studi Diodoro e E-Campus Università.  “Proprio stanotte - ha affermato il primo cittadino - nel corso dell’ennesima riunione di Commissione è stata definita la relazione per evidenziare gli elementi scientifici che portano ahimè alla non realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Da tempo assistiamo al cosiddetto Festival delle fesserie sul Ponte, poiché da è meglio fare il Tunnel al Ponte a tre campate, ciò che è  emerso qualche ora fa è veramente inverosimile cioè  tra 15/20 anni non oltre la Sicilia si unirà alla Calabria e dunque il Ponte non è più necessario realizzarlo, per cui questi convegni diventano inutili. Ecco perché le nostre iniziative politiche insieme a questi convegni diventano addirittura un incubo. Sotto il profilo politico dico che quest’opera rappresenta un delitto di Stato, nel momento in cui una legge cancella con il governo allora Monti ciò che era stato fatto concretamente perché eravamo quasi ormai all’apertura dei cantieri. Un provvedimento anomalo collegato ovviamente ai poteri forti  dell’Europa del nord cioè a quelli che sono i poteri forti legati alla potenza e alla politica dei loro porti che riescono ad intercettare le merci provenienti dal canale di Suez, a noi mancano le infrastrutture ferroviarie, l’alta velocità che consentono ai nostri porti di diventare punti di riferimento e di conseguenza non siamo nelle condizioni di potere fare  una sana concorrenza al nord Europa. Per cui è chiaro che c’è un interesse forte che si è sostituito a quello che nel 2006 aveva portato a coniare definitivamente il corridoio Berlino- Palermo".

De Luca ha riservato accuse alla rappresentanza politica meridionale in parlamento. "Perché questo Meridione non si organizza? Perché si parla di Ponte solo qualche anno prima delle elezioni fatte le elezioni il tema scompare, il silenzio totale - ha proseguito De Luca - è indispensabile quindi mostrare la nostra forza meridionalista che declini in termini chiari ciò che è necessario per il Sud ma ad oggi ancora non si è riusciti. Lo scandalo a cui abbiamo assistito di recente con il Recovery plan è che il Ponte non si poteva inserire perché non previsto nel cronoprogramma relativo al collaudo di questa infrastruttura. Di conseguenza noi riceviamo dall’Europa quasi 200 miliardi perché esiste il Meridione e visto che siamo quella parte più "sgarrupata"  ci riconoscono delle risorse per tentare il livellamento socio-economico per il divario socio economico tra nord e sud. Quindi il 70 per cento di quelle risorse sono state assegnate perché c’è il meridione. Si vantano di averci  attribuito il 40 per cento di queste risorse, ma non è così, bisogna dire che ci sono a monte progetti già coperti da appositi finanziamenti che sono stati definanziati e rimessi in circolazione in quel 40 per cento, e quindi a mala pena del Recovery plan se arriverà a noi, circa il 15%, è già una fortuna. Questo è il trattamento che hanno riservato al Sud". 

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