Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Aziende già in coma per il Coronavirus, si studia col Comune un piano di sopravvivenza

Le quattro associazioni di categoria predisporranno un documento programmatico con tutte le richieste formulate nei tavoli di confronto, che sarà condiviso con Palazzo Zanca per poi procedere con l’iter tecnico-amministrativo necessario

Un duro colpo per i negozi cinesi che hanno scelto di abbassare le saracinesche in attesa di momenti migliori ma anche per tante altre attività, comprese quelle della ristorazione.

L’emergenza economica conseguente a quella epidemiologica da Covid-19, rischia di provocare danni ingentissimi alle aziende. Unanime il grido d’allarme dei presidenti di Confesercenti Messina, Confcommercio, Confartigianato, CNA  Alberto Palella, Carmelo Picciotto, Alessandro Allegra e Vito Siracusa al sindaco e alla giunta in un incontro che si è svolto ieri sera. “Stante la situazione, entro pochi giorni le nostre casse saranno prosciugate e le nostre aziende rischieranno l’insolvenza”, hanno spiegato.

Le associazioni hanno avanzato alcune richieste in aggiunta a quelle già esposte nell’incontro che si è tenuto sabato scorso con l’assessore comunale alle Attività Produttive Dafne Musolino.

Tra queste l’istituzione di un fondo straordinario da utilizzare per aiutare le aziende a recuperare liquidità durante questo periodo emergenziale, ma anche lo sgravio di contributi, tasse, tributi comunali, utenze, affitti, e di tutti quegli obblighi che gravano sulle attività e che in questo momento le imprese non sono in grado di pagare.

Confesercenti Messina, Confcommercio, Confartigianato e CNA hanno chiesto a De Luca, anche nella sua qualità di sindaco della Città Metropolitana, di farsi carico di queste istanze come rappresentante politico-istituzionale del nostro territorio.

“Anche noi faremo la nostra parte- hanno detto le confederazioni al Primo Cittadino- anche perché in questa situazione non abbiamo nulla da perdere in più di quello che già stiamo perdendo”.

Il sindaco De Luca ha condiviso le istanze rappresentate e ha assunto l’impegno di portarle anche sui tavoli dei Governi regionale e nazionale, oltre a lavorare su quanto è di competenza dell’Amministrazione Comunale.

Nella giornata di oggi le quattro associazioni di categoria predisporranno un documento programmatico contenente nel dettaglio tutte le richieste formulate nei tavoli di confronto, che sarà condiviso con Palazzo Zanca per poi procedere con l’iter tecnico-amministrativo necessario.

Nel corso dell’incontro, per ciò che concerne l’applicazione del decreto pubblicato nella giornata di ieri, 8 marzo 2020, dal Governo Nazionale è stato rilevato quanto segue: in relazione all’art.2 lettera E è stato confermato che le attività di ristorazione bar devono far rispettare la distanza di almeno 1 metro tra gli avventori in quanto questa è la distanza minima di sicurezza stabilita dalle autoritá sanitarie.

In relazione agli orari di apertura e chiusura dei pubblici esercizi il Decreto non prevede variazioni rispetto gli orari normali. L’obbligo di chiusura alle 18 è previsto solo nelle zone del nord Italia interessate dall’art. 1 del decreto del Governo. Vale inoltre la pena ricordare l’obbligo dei dispenser contenenti soluzioni idroalcoliche (tipo Amuchina) da tenere a disposizione degli avventori sia al momento dell’entrata che sia nei bagni.

Intanto anche il Marina del Nettuno Yachting Club ha divuto prendere drastici provvedimenti sospendendo temporaneamente le attività di ristorazione e lounge bar.
“Siamo stati sempre attenti e rigorosi - scrive la direzione del Marina - adottando pratiche volte a garantire i più alti standard in tema di sicurezza alimentare, di tutela dei nostri clienti e degli addetti, nel rispetto di tutte le norme e regolamenti. Le disposizioni nazionali, regionali e comunali emanate per fronteggiare l’epidemia del Coronavirus impongono l’adozione di procedure di salvaguardia a favore dei consumatori e dei lavoratori rendendo quasi impossibile la prosecuzione delle attività di ristorazione e somministrazione. Assumiamo questa decisione consapevoli che il nostro impegno contribuirà, seppur in misura limitata e non determinante, ad accrescere l’efficacia delle misure di contenimento adottate. Speriamo che presto rientri tutto in una situazione di normalità e di tornare in tempi brevi al lavoro”.

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