Coronavirus, crescita di contagiati all'hotspot di Lampedusa: nel Messinese un solo caso

Il bollettino del 24 agosto fornito dal ministero della Salute sulla Sicilia segnala che i nuovi malati provengono oggi dal Centro per migranti

Foto di repertorio


Dei 65 nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime ventiquattro ore in Sicilia, ben 58 sono migranti in isolamento all’hotspot di Lampedusa. E' quanto si evince dall'ultimo bollettino del ministero della Salute. La Regione conferma e fornisce il seguente dettaglio: 59 contagiati in più a Palermo (in questo dato sono inclusi i 58 migranti di Lampedusa, che come Asp dipende da Palermo), 3 a Catania, uno a testa a Messina, Ragusa e Siracusa.  Il numero degli attualmente positivi sale a 947. Aumentano i pazienti in ospedale che passano da 60 a 63, ma diminuiscono quelli in terapia intensiva (da 10 a 9); 884 le persone in isolamento domiciliare.

Sono 4.067 i casi totali dall'inizio della pandemia, 2.834 i guariti (ben 21 in più rispetto ai ieri). Il dato dei decessi resta fermo a quota 286. Nello spazio di un giorno sono stati processati 1.468 tamponi in più.

Circolare "urgentissima" di Razza per sgombrare gli hotspot

L'assessore alla Salute, Ruggero Razza, ha firmato una circolare "urgentissima" per l’esecuzione dell’ordinanza del presidente della Regione Musumeci, che prevede lo sgombero alla mezzanotte di oggi degli hotspot. La circolare è indirizzate alle Aziende sanitarie provinciali e alla prefetture, e stabilisce "una celere ricognizione e puntuale indicazione del numero dei soggetti migranti, attualmente ospitati all’interno dei centri di accoglienza-hotspot insistenti sulla provincia di pertinenza, o altro genere di strutture eventualmente interessate dalle disposizioni dell’ordinanza regionale, specificando altresì il numero dei soggetti già accertati positivi al contagio da Covid-19". Ogni Azienda sanitaria provinciale dovrà individuare e comunicare il nominativo di un dirigente responsabile dell’esecuzione dell’ordinanza. Ogni Asp dovrà procedere - "anche mediante idonea interlocuzione con la prefettura" - ad una celere ricognizione e puntuale indicazione del numero dei soggetti migranti, attualmente ospitati all’interno dei centri di accoglienza-hotspot insistenti sulla provincia di pertinenza, specificando il numero dei soggetti già accertati positivi al contagio. Le Aziende sanitarie provinciali utilizzeranno le aree speciali di controllo per la valutazione sanitaria e per l’effettuazione del test molecolare o antigenico, per i nuovi giunti. Qualora non siano già state istituite, "le prefetture avranno cura di predisporre le stesse in prossimità degli hotspot e dei centri di accoglienza".

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