Coronavirus, in Sicilia 259 nuovi contagi: nel Messinese altri 23 positivi

Il bollettino ministeriale dopo l'analisi di ben 7374 tamponi. L'isola è la regione con più pazienti in ospedale. Ci sono tre nuove vittime e 109 guariti

Foto: Ansa

Altro record di tamponi fatti, altro record giornaliero di nuovi positivi in Sicilia: 259 casi scoperti su 7.374 test (3,5%). Che i due dati siano strettamente collegati non c'è dubbio. Ma che il virus abbia ormai ricominciato a circolare - forse di più che nella primavera scorsa, almeno sull'Isola - è altrettanto fuor di dubbio. Boom di casi in provincia di Palermo (131), che resta la più colpita con 2.483 contagiati dall'inizio della pandemia.

Ci sono altre tre vittime, ma giusto anche evidenziare i 109 guariti. Situazione stabile negli ospedali (al quale dedichiamo sotto un capitolo a parte) rispetto a ieri: i ricoverati con sintomi sono 376 (+1), ai quali si aggiungono 33 pazienti in terapia intensiva (+3). Gli attuali positivi sono 3.696, di questi 3.287 sono a casa. Gli altri nuovi casi sono 66 a Catania, 17 a Ragusa, 9 ad Agrigento, 4 a Caltanissetta, uno a Enna e Siracusa.

In arrivo oltre 500 tamponi a Galati Mamertino

Nel Messinese, dopo i focolai registrati sui Nebrodi, si registrano oggi nuovi 23 positivi. L'Asp ha quindi aumentato il numero delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA), con la trasformazione delle quattro unità turistiche in Unità speciali di ambito, portando così il totale del numero a tredici Unità in tutta la provincia.

Le 13 USCA sono dotate di macchina con autista per raggiungere i soggetti positivi al loro domicilio e sono composte da Medico, Infermiere e Operatore S.S.; svolgeranno la loro attività dalle ore 08-20 sette giorni settimanali su sette.

Le nuove quattro unità destinate a fronteggiare l'emergenza nelle scuole sono suddivise ai fini di servire il territorio in maniera capillare, prevedendo ambiti Territoriali USCA con competenza sovradistrettuale:

USCA   IONICA   presso la sede di Taormina con competenza Distretto di Taormina con estensione sino a Scaletta Zanclea.

USCA   PELORITANA  presso  la sede di Messina con competenza sul Distretto di Messina

USCA   LONGANO  presso la sede di Barcellona con competenza sul Distretto di Lipari, Barcellona e Milazzo

USCA   NEBRODI presso la sede di S.Agata Militello con competenza sul Distretto di S.Agata Militello, Patti e Mistretta.

"Condividiamo l'alto livello di allerta disposto dal presidente Musumeci e dall'assessore Razza - dice il direttore generale Paolo La Paglia - e rivolgendo l'attenzione ai contagi nelle scuole, disponendo una centrale operativa a Messina presso il "Palazzo Satellite" di Piazza della Repubblica raggiungibile da tutta la provincia all'indirizzo mail: scuola@asp.messina.it; la "Centrale Operativa USCA" sarà attiva da lunedì al sabato dalle ore 8 alle 20".

Domani a Galati Mamertino convergeranno alcune USCA dell'Asp di Messina per effettuare contemporaneamente oltre 500 tamponi vista l'emergenza determinata da un vasto focolaio.

Sicilia regione con più casi ospedalizzati

La Sicilia con l'11,5% (aggiornato al dato di ieri ndr) è la regione italiana con la maggiore percentuale dei casi di Coronavirus in ospedale, una cifra nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%, seguono la Liguria (10,4%) Lazio (9,9%), Puglia (8,9%), Piemonte (8,6%), Abruzzo (8,2%), Basilicata (7,9%). Lo rivela il monitoraggio della Fondazione Gimbe che sottolinea come "da fine luglio si rileva in Italia un incremento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, che sono aumentati rispettivamente da 732 a 3.625 e da 49 a 319 ".

C'è da osservare però che Il 28 marzo  - giorno dove si sono registrati più contagi in Sicilia durante il lockdown (175 su 1.164 tamponi fatti) - i ricoverati erano 414 su 1.095 positivi in quel momento. In percentuale erano dunque il 37%. E' facilmente intuibile quindi come sei mesi dopo da un punto di vista medico il virus sembra più facilmente controllabile. 

"Se il dato nazionale - dice il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - non lascia intravedere alcun sovraccarico dei servizi ospedalieri, iniziano ad emergere differenze regionali rilevanti". In particolare, al 6 ottobre ben 8 regioni registrano tassi di ospedalizzazione per 100.000 abitanti superiori alla media nazionale di 6,5: Lazio (13,9), Liguria (13), Campania (9,2), Sardegna (8,8), Sicilia (7,9), Piemonte (7,1), Abruzzo e Puglia (6,6).

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