Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus, otto nuovi positivi in Sicilia: solo guariti a Messina

I numeri delle ultime 24 ore: analizzati 1.792 tamponi, positivi lo 0,4%. Gli attuali malati scendono sotto quota 1.800. Altre 6 persone lasciano l'ospedale, solo 11 i pazienti in terapia intensiva

Solo otto nuovi positivi e solo guariti a Messina. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale. Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 112.929 (+1.792 rispetto a ieri), su 101.487 persone: di queste sono risultate positive 3.374 (+8), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.760 (-94), 1.351 sono guarite (+102) e 263 decedute (0). Per un errore, ieri, è stato comunicato un decesso in provincia di Palermo, mai avvenuto. Oggi, invece, l'unico morto è nella provincia di Siracusa, quindi il totale dall'inizio dell'epidemia è sempre di 263. Degli attuali 1.760 positivi, 209 pazienti (-6) sono ricoverati - di cui 11 in terapia intensiva (-1) - mentre 1.551 (-88) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. 

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 49 (0 ricoverati, 91 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 82 (11, 77, 11); Catania, 691 (59, 273, 95); Enna, 153 (20, 239, 29); Messina, 308 (55, 196, 54); Palermo, 372 (50, 146, 33); Ragusa, 37 (4, 50, 7); Siracusa, 50 (10, 163, 28); Trapani, 18 (0, 116, 5). Il prossimo aggiornamento avverrà domani. 

Il coordinamento per l'emergenza coronavirus nell'area metropolitana di Messina informa che presso il Policlinico "G. Martino" di Messina si sono registrate 2 nuove guarigioni, e conseguenti dimissioni, di pazienti ricoverati e che erano risultati affetti da Covid-19: si tratta di due donne di 87 e 43 anni. In città e provincia le guarigioni dal Covid-19 di pazienti che erano stati ricoverati sono ora 120, a cui se ne aggiungono 76 (+38 registrate sulla banca dati regionale rispetto a ieri) di pazienti che erano stati posti in isolamento domiciliare.Complessivamente, pertanto, il numero dei guariti è adesso pari a 196.

Si apre uno spiraglio per gli spostamenti tra Regioni

Proprio in virtù di dati che lasciano ben sperare, saranno consentiti dal 3 giugno anche gli spostamenti fra regioni, con alcune limitazioni. Lunedì 18 maggio, giorno previsto per le riaperture di negozi, bar e ristoranti, si avvicina: al momento l'ipotesi più accreditata è che il governo fornirà nel Consiglio dei ministri di oggi le linee guida che indichino parametri minimi da rispettare, ma che poi le singole regioni, sulla base delle valutazioni dei comitati scientifici locali, possano agire in deroga. In Consiglio dei ministri dovrebbe approdare un decreto legge quadro, composto da appena tre articoli. All'interno le regole di massima a cui le regioni dovranno ispirarsi per allentare o restringere le misure anti coronavirus.

Spostamenti tra Regioni, cosa cambia

Dal 3 giugno si apre dunque uno spiraglio per gli spostamenti da una regione all'altra, ma "in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree", si legge ancora nel testo. Tradotto: senza limitazioni o zone rosse istituite dai governatori in accordo con il governo, oppure per problemi legati all'indice di contagio, a decorrere dal 3 giugno 2020 saranno consentiti gli spostamenti tra le regioni. Non sarà dunque più necessaria l’autocertificazione. Questo l'orientamento del governo, nella bozza del testo che dovrà essere approvato. Sempre per quanto riguarda l'apertura dei confini regionali, il governo vorrebbe lasciare facoltà alle regioni di adottare misure più restrittive per protrarre le chiusure, in base ai dati epidemiologici. Su questo tema c'è però uno scontro tra il governo e alcune regioni: Emilia Romagna, Lombardia e Veneto vorrebbero anticipare la data di riapertura dei confini regionali al 18 maggio. 

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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