Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Coronavirus, solo tre i nuovi contagi in Sicilia: nel Messinese c'è un'altra vittima

Il bollettino regionale aggiornato alle 15 del 26 maggio. Su 2421 tamponi effettuati solo è positivo lo 0,1%. Aumentano i guariti (+5). Al Policlinico è morto un anziano di 91 anni. E' la 57esima vittima

Sono solo tre i nuovi contagi da coronavirus registrati in Sicilia dal bollettino regionale aggiornato alle 15 del 26 maggio. Nei laboratori sono stati eseguiti 2421 nuovi tamponi e dunque solo lo 0,1% ha dato esito positivo. Un dato in linea con la tendenza dell'ultima settimana che ha fotografato un calo sensibile dell'infezione in tutte le nove province dell'Isola. 

Aumentano anche i guariti, seppur in modo più lieve rispetto ai giorni scorsi. Sono cinque i pazienti che oggi hanno sconfitto il virus ed il numero totale sale a 1729. Mentre il numero dei contagi dall'inizio dell'emergenza tocca quota 1430. 

Degli attuali 1.430 positivi, 93 pazienti (-5) sono ricoverati - di cui 10 in terapia intensiva (+1) - mentre 1.337 (+2) sono in isolamento domiciliare. Un dato che balza all'occhio è che dal 2 marzo solo il 50% delle persone contagiate sono guarite. 

Dalla Regione Siciliana si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
 

La situazione a Messina e provincia

Nel Messinese è stato registrato un nuovo decesso. Si tratta di un anziano morto al Policlinico dopo essere stato contagiato all'interno della casa di riposo Residenza Aluntina di San Marco d'Alunzio. L'uomo, 91enne, era affetto anche da altre patologie. Il numero dei morti a Messina e provincia sale quindi a 57. 

Restano invece invariati i numeri relativi a positivi e guarigioni. I pazienti ancora alle prese con il virus rimangono fermi a 286 mentre quelli che hanno sconfitto il virus sono sempre 221. In città e provincia le guarigioni complessive dal Covid-19 di pazienti precedentemente ricoverati rimangono 143, a cui se ne aggiungono 78 di pazienti che erano stati posti in isolamento domiciliare.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 18 (3, 144, 11); Catania, 608 (29, 365, 98); Enna, 67 (5, 325, 29); Messina, 286 (29, 221, 57); Palermo, 341 (24, 201, 34); Ragusa, 28 (0, 62, 7); Siracusa, 30 (3, 189, 29); Trapani, 14 (0, 120, 5).

Isolata variante del virus meno potente

Il Covid sembra stia battendo in ritirata: come fa notare su facebook il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, "siamo al 52esimo giorno consecutivo di calo dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, da 553 a 541, e siamo ormai al 13.26% del picco". Inoltre, a 22 giorni di distanza "dalla riapertura del 4 maggio, non ci sono segni di ritorno di fiamma del virus".

A cosa si deve questo calo dei casi gravi di Covid-19? Sul fatto che la quaranena forzata sia stata fondamentale per contenere l’epidemia non ci sono dubbi di sorta. Alcuni virologi hanno tuttavia ipotizzato che il calo delle terapie intensive possa in parte dipendere dal fatto che il virus ha perso quella forza e quell’aggressività che aveva nella fase iniziale della pandemia. Un’ipotesi che molti medici hanno ritenuto priva di ogni logica perché, per dirla con il professor Massimo Galli, "non ci sono evidenze scientifiche per dire che il virus ora è meno cattivo di prima". Il dibattito ha dunque creato una nuova spaccatura fra gli scienziati. (Leggi l'articolo completo su Today).

Test sierologici, solo 1 su 4 finora ha detto sì

Sono state oltre 7300 le telefonate effettuate dalla Croce Rossa italiana per contattare i cittadini del campione che parteciperà all'indagine sierologica cominciata ieri, lunedì 25 maggio. Un'indagine che potrebbe fotografare quanto il virus ha realmente circolato nel Paese. Il 25% del campione ha detto "sì" all'esecuzione del test già al primo contatto telefonico, mentre sono oltre il 60% le persone che hanno chiesto di essere ricontattate per vari motivi e circa il 15% quelle propense ma che per il momento stanno ancora valutando.“

I primi prelievi per i test sierologici dell'indagine del ministero della Salute, a seguito delle prime chiamate ai cittadini selezionati nel campione Istat, sono iniziati oggi. Le prime regioni dove si stanno effettuando oggi i prelievi sono Liguria, Basilicata, Province Autonome di Trento e Bolzano, Lazio. Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa, ha lanciato questo appello: "I volontari e colleghi della Croce Rossa stanno lavorando senza sosta per questo servizio importante per le nostre comunità. Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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