Cronaca

Coronavirus, in Sicilia solo 19 nuovi contagi: nel Messinese il 50esimo decesso

Il bollettino regionale del 2 maggio riporta numeri confortanti a 48 ore dalla fase 2. Effettuati 1492 nuovi tamponi. Su 2186 positivi, 426 pazienti sono ricoverati. A Messina muore una 78enne. Stabili contagi e guarigioni

A sole 48 ore dalla fase due, il bollettino regionale registra dati confortanti sulla diffusione del coronavirus in Sicilia. 

Secondo il monitoraggio del 2 maggio, sono eseguiti 1492 nuovi tamponi. Di questi solo 19 sono risultati positivi. Un dato che ben sperare per le prossime settimane, quando riprenderanno progressivamente quasi tutte le attività economiche e gli spostamenti saranno maggiori.

Attualmente risultano ancora contagiate 2.186 (+15), 787 sono guarite (+1) e 240 decedute (+3). Degli attuali 2.186 positivi, 426 pazienti (-3) sono ricoverati - di cui 30 in terapia intensiva (0) - mentre 1.760 (+18) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

La situazione a Messina e provincia

Nel Messinese è stata registrata la 50esima vittima dall'inizio della pandemia. Si tratta di un'anzia di 78 anni deceduta al Policlinico di Messina anche in seguito ad altre patologie.

Risultano invece stabili i numeri di contagi e guarigioni. Tra il capoluogo e la sua provincia, ci sono attualmente 377 positivi mentre i guariti restano 122.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 124 (16, 24, 11); Catania, 678 (89, 226, 86); Enna, 290 (121, 93, 29); Messina, 377 (79, 122, 50); Palermo, 387 (66, 92, 28); Ragusa, 57 (7, 29, 6); Siracusa, 112 (44, 94, 24); Trapani, 92 (4, 42, 5).


Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

 Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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