Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Castell'Umberto

Covid, Asp ai sindaci: comuni in “zona ad alto rischio” solo dal 20 agosto. Castell'Umberto fa da aprista ma chiede chiarezza

Il dubbi del sindaco dopo la nota del commissario straordinario per l’emergenza covid Alberto Firenze: “Restrizioni e prescrizioni corrisponderanno ai “vecchi” colori. Probabilmente ma lo si dica”

Castell’Umberto fa da apripista sui nuovi parametri per le classificazioni del rischio Covid ma i dubbi non mancano e nemmeno le polemiche. A chiedere pubblicamente lumi è il sindaco Vincenzo Lionetto Civa che aggiorna la popolazione sull’attività dell’amministrazione. In un post annuncia: “Abbiamo fatto da apripista. L’ assessorato alla Salute Regione Sicilia scrive all’ Asp che a sua volta scrive ai sindaci di fare ciò che il comune di Castell’Umberto ha fatto giorni fa per primo in Sicilia: monitorare il territorio secondo i nuovi parametri del CTS per classificare lo stesso nelle quattro fasce a rischio” .

Vincenzo Lionetto Civa ha anche pubblicato la lettera inoltrata dall’Asp5 a tutti i sindaci dell’area metropolitana di Messina.

Con la nota, che ha data 7 agosto e porta la firma dal commissario straordinario per l’emergenza covid Alberto Firenze, l’Asp comunica che “a far data da giorno 20 p.v.,(ndr 20 agosto 2021) potranno essere collocati in “zona ad alto rischio” i Comuni e le Provincie in cui “l’indice di contagio (incidenza cumulativa settimanale) è maggiore di 250 casi su centomila abitanti, mala copertura vaccinale è inferiore al 70 per cento di tutta la popolazione o inferiore all’80 percento della popolazione over 60”. 

E nel frattempo? Cosa faranno da qui al 20 agosto i comuni che hanno già sforato i nuovi parametri tra i quali Castell’Umberto che secondo l’Asp ricade nella fascia di massimo rischio?

Ma soprattutto – scrive il sindaco – “le quattro fasce a rischio in termini di restrizioni e prescrizioni corrisponderanno ai “vecchi” colori: bianco/ giallo/arancione/rosso? Probabilmente! Lo si dica!”.

Nei giorni scorsi, il Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid in Sicilia ha deciso che anche l'adesione della cittadinanza alla campagna di vaccinazione diventerà uno dei parametri per stabilire le restrizioni, più o meno forti, da imporre nelle città siciliane. 

Nello specifico, secondo il Cts, sono da collocare in zona ad "alto rischio" i comuni e le province in cui è elevato l’indice di contagio, maggiore di 250 casi su centomila abitanti, ma la copertura vaccinale è inferiore al 70 per cento di tutta la popolazione o inferiore all’80 per cento nella popolazione over 60. 

La Sicilia, quindi, in base a questi nuovi parametri, condivisi dalla presidenza della Regione, sarà divisa in quattro fasce di rischio in base al numero di contagi associato alla percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale. 

L'isola, attualmente, è tra le regioni con casistica giornaliera e tassi di incidenza settimanale più alti.

"È necessario accelerare i tempi per raggiungere un’elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione - scrive il Cts - per prevenire ulteriori recrudescenze di contagi, sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità e anche a causa della presenza di focolai causati dalla variante virale Delta".

"È opportuno – scrive il Comitato presieduto da Salvatore Scondotto - rispettare misure e comportamenti corretti per limitare l’ulteriore diffusione della circolazione virale. Ad oggi, il vaccino è l’unica arma efficace nella lotta contro la pandemia da Sars-CoV-2, grazie alla riduzione della contrazione/trasmissione del virus, dello sviluppo di sintomaticità e/o malattia, della riduzione dell’ospedalizzazione e della mortalità ma, soprattutto, grazie al potenziale sviluppo di un’immunità di gregge".

"Alla luce delle evidenze scientifiche in tema di politiche di mobilità sicura (quarantena, doppio tampone e certificato verde come per esempio il modello inglese) - aggiunge il Cts - un qualsiasi modello di contenimento della diffusione dell’infezione e dei suoi effetti più gravi sulla salute del cittadino non può prescindere oggi da misure di mobilità razionale in contesti di insufficienti percentuali di vaccinazione".

Nel dettaglio, il modello proposto, oltre alla zona ad "alto rischio", prevede: il "medio rischio" (maggiore di 150, ma inferiore a 250 contagi ogni centomila abitanti, con una copertura vaccinale inferiore al 70 per cento di tutta la popolazione o inferiore all’80 per cento degli over 60); il "basso rischio" (tra 150 e 250 contagi ogni centomila abitanti con una copertura vaccinale maggiore del 70 per cento di tutta la popolazione o maggiore dell’80 per cento degli over 60, ovvero da 50 a 150 contagi per centomila abitanti con una copertura vaccinale superiore al 60 per cento della popolazione o al 70 per cento per gli over 60); il "bassissimo rischio" (inferiore ai 50 contagi per centomila abitanti e una copertura vaccinale maggiore del 70 per cento). 

La lettera del commissario Firenze ai sindaci

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