Cronaca Via Catania

Coronavirus, focolaio tra i dipendenti del dipartimento Cimiteri

Il virus torna a bussare alle porte di Palazzo Zanca. Effettuati tamponi e mappatura dei contatti. Giordano (Csa): “Sei casi accertati, privilegiare lo smart working”

La sede del dipartimento in via Catania

Continuano a crescere i casi di coronavirus in città. Ieri il Messinese ha registrato il più alto numero di nuovi positivi in Sicilia a pochi giorni dalla somministrazione dei primi vaccini.

Dopo i focolai in scuole, case di riposo e perfino nella baraccopoli di Giostra, il virus è tornato a bussare alla porta di Palazzo Zanca. Sono stati infatti certificati cinque casi tra i dipendenti del dipartimento Cimiteri per i quali è stata disposta la quarantena così come previsto dal protocollo Asp. L'amministrazione comunale assicura di aver avviato immediatamente la macchina organizzativa con la sanificazione degli uffici mentre il personale sanitario ha effettuato i tamponi a tutto il personale coinvolto, mappando anche i contatti. 

Sul  focolaio al Dipartimento Cimiteri del Comune di Messina, è intervenuto con una nota agli assessori Musolino e Minutoli, il coordinatore provinciale del Csa Gaetano Giordano che segnala sei casi covid già accertati, due con febbre alta. 

Secondo il rappresentante di lavoratori per la sicurezza “sembrerebbe che al dipartimento servizi ambientali-servizio cimiteri nelle ultimissime ore, il numero dei  casi covid accertati attraverso tampone rapido sia salito a 6 unità ed altre 7 unità nelle prossime ore si sottoporranno a tampone.  Onde evitare ulteriori contatti, al fine di arginare il focolaio venutosi a creare, necessita avviare urgentemente la tracciabilità dei contatti - scrive Giordano - ponendo gli stessi in quarantena così come previsto in questi casi specifici dalla normativa vigente”.

“Preme evidenziare - continua la nota - che coloro che sono entrati a contatto con un caso accertato di Covid-19 devono rispettare un periodo di quarantena della durata di: 10 giorni dall’ultima esposizione al caso positivo seguiti da un test antigenico o molecolare con esito negativo. Corre l'obbligo  inoltre di effettuare nell immediatezza la sanificazione programmata e costante  di tutti gli ambienti.  Fornire costantemente DPI  certificati, guanti e gel disinfettante. Indispensabile programmare per tutto il personale tamponi rapidi con cadenza settimanale. Pare superfluo evidenziare la necessità e l'urgenza di ridurre al minimo i contatti  limitando le presenze  privilegiando smart working. Contrastare la diffusione del virus è il nostro primo obiettivo - conclude Giordano - Il virus è un nemico invisible ma letale. Contrastarlo è un obbligo e per questo si pretendono atti responsabili ed urgenti”.

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