Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Altri casi di Coronavirus al Neurolesi, emergenza tamponi per contenere il contagio

Dopo i casi di positività negli ospedali, si rafforzano le misure a sostegno del personale sanitario che rischia di diventava il primo veicolo di trasmissione. Subito il test per il personale ospedaliero

Altri tamponi e altri positivi al centro Neurolesi di Messina. Otto, ieri, i nuovi casi di coronavirus (sei pazienti trasferiti al Policlinico e  due sanitari messi in quarantena) riscontrati nella struttura che si sommano ai sette del giorno precedente.  

I vertici dell’azienda stanno valutando varie ipotesi per procedere ad una sanificazione radicale senza la presenza dei malati, ma in atto sembra essere impossibile per la particolare tipologia di pazienti e struttura. Si studiano quindi varie ipotesi che contemperino più esigenze.

Una vicenda quella dei contagi negli stessi ospedali e fra i sanitari che tiene col fiato sospeso. Da una parte la legittima osservazione del sindaco ieri in diretta facebook, “come si può lottare contro il Covid-19 chiedendo tanti sacrifici alla popolazione se poi le strutture sanitarie rischiano di diventare il primo veicolo di contagio?”, dall'altra l'esigenza di non “spogliare” gli ospedali di personale.

Ieri il sindaco ha letto anche una nota, trasmessa all’autorità giudiziaria, con la segnalazione di personale medico di Irccs e Piemonte che sarebbe stato in contatto con persone infette e posti in ferie senza essere stati messi anche in quarantena. E proprio sulle quarantene per il personale sanitario è scontro dopo il caso dei medici tornati dalla settimana bianca e quello di un medico del Cutroni Zodda di Barcellona posto prima in isolamento dopo un rientro dall’estero ma poi fatto rientrare in servizio senza la verifica del tampone.

Quest'ultimo medico ricostruisce la vicenda al giornale Sicilians spiegando che l’Asp lo aveva invitato a presentarsi per effettuare l’esame senza pero mettergli a disposizione i dispositivi di sicurezza. Anomalia che ha fatto riscontrare, insieme a richieste di chiarimento sulle procedure da seguire. Ma il tira e molla con i vertici dell'Asp è culminato con l’intimazione a rientrare immediatamente in servizio, pena il deferimento davanti la Commissione di disciplina.

Il direttore generale Paolo La Paglia, con un comunicato stampa, ha fatto sapere ieri che in commissione di disciplina il medico finirà comunque per aver violato il divieto di rilasciare comunicazioni all’esterno senza espressa autorizzazione del direttore generale e che “relativamente a quanto asserito dal predetto anestesista, in materia di autoisolamento, ai sensi dell'art.7 del decreto legge 9 marzo 2020 n.14 pubblicato in GU n.62 del 9/3/2020 le disposizioni di cui all'art 1 c.2 lett h del decreto legge 23/2/2020 n. 6 non si applicano agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali; questi sospendono l'attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19”.

Una disposizione di legge che sarebbe alla base del rientro anche del medico del Policlinico e delle scelte organizzative del Neurolesi, dove addetti ai lavori fanno notare che la quarantena per i sanitari è ipotizzabile solo per i contagiati, tranne immaginare che i pazienti si assistano da soli viste ormai le dimensioni del problema.

I tamponi a tappeto diventano dunque la priorità “per non farsi male con le proprie mani - ha detto il sindaco De Luca -  all’interno di una disorganizzazione nell’ambito dei presidi sanitari” che potrebbe così compromettere il duro lavoro di contenimento del virus. “Noi facciamo la guerra - ha detto De Luca -  cerchiamo di sensibilizzare tutti in un certo modo e poi ci facciamo male con le nostre stesse mani”.

L’efficienza e la velocità nell’effettuare dunque i tamponi è oggi l'emergenza. Da qui la richiesta all’Asp per far lavorare i laboratori di analisi in convenzione h24, sabato e domenica compresa, e le nuove disposizioni della Regione con azioni a sostegno del personale sanitario siciliano.  In particolare, sul fronte dei tamponi rinofaringei riservati ai professionisti della sanità, è stato stabilito che si procederà secondo un preciso ordine di priorità. Subito il test per il personale ospedaliero coinvolto nella gestione del Covid-19, ma anche per i medici e gli operatori dell’emergenza sanitaria (compresi tutti gli operatori della Seus ). A seguire ci saranno i professionisti di medicina generale, i pediatri di libera scelta e il personale dei presidi di continuità assistenziale e, infine, le direzioni strategiche aziendali. Le analisi dei tamponi– dispone la Regione - verranno condotte da laboratori pubblici e privati.

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