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Cronaca

Covid, cresce la curva del contagio: Messina sorvegliata speciale

L’isola resta al settimo posto per contagi a livello nazionale ma il boom registrato ieri mostra una situazione in evoluzione con ricoveri e decessi che ricominciano ad aumentare. Le misure per ritardare il più possibile la diffusione della variante Omicron e spingere sulla campagna vaccinale

Cresce la curva del contagio in tutta Italia e con essa la preoccupazione: al momento sono due, Friuli e la provincia di Bolzano, ad essere entrate in zona gialla ma, in base all'andamento epidemiologico, anche altre regioni rischiano di finire nella stessa zona.

L’isola resta al settimo posto per contagi a livello nazionale ma il boom registrato ieri, sono 1.404 i nuovi casi Covid individuati nelle ultime 24 ore su 31.618 tamponi processati con un tasso di positività del 4,4%, mostra una situazione in evoluzione con ricoveri e decessi che ricominciano ad aumentare. E i dati di Messina restano sorvegliati speciali (leggi l'articolo completo) per il boom registrato anche ieri sia in città che in alcuni comuni della provincia.

Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), ha già alzato il livello di guardia classificando come molto alto il rischio sanitario a causa della diffusione della variante Omicron. Nell'ultimo rapporto di valutazione del rischio sono due gli aspetti che più preoccupano il centro europeo: il primo sono i dati che suggeriscono una riduzione dell'efficacia del vaccino nel contrastare l'infezione; il secondo è la velocità di diffusione della variante, che si prevede diventerà dominante già a inizio 2022.

Per l'agenzia è necessario rafforzare le misure per ridurre la trasmissione del virus. Tra le misure proposte, "la rapida reintroduzione e il rafforzamento degli interventi non farmacologici", per esempio "evitare grandi raduni pubblici o privati, incoraggiare l'uso di maschere per il viso, ridurre i contatti tra gruppi di individui in contesti sociali o di lavoro, telelavoro, test estesi e una forte tracciabilità dei contatti". Inoltre, l'Ecdc invita le autorità a "prendere in considerazione la possibilità di consigliare una riduzione degli incontri inter-familiari e di esercitare ulteriore cautela durante i viaggi e/o laddove sia previsto gli incontri intergenerazionali durante le festività natalizie". Fondamentale poi la vaccinazione, dando priorità a chi è attualmente non è vaccinato o è parzialmente vaccinato. Infine l'Ecdc suggerisce ai governi "una pianificazione immediata per aumentare la capacità dell'assistenza sanitaria".

Vaccinazione ai bimbi e obblighi

Da oggi intanto è tutto pronto per la vaccinazione dei bimbi da 5 a 11 anni mentre ieri, mercoledì 15 dicembre, è  scattato in Italia l'obbligo vaccinale contro il Covid per il personale scolastico - non solo docenti - e delle forze dell'ordine, dunque per queste due categorie al lavoro solo con il Super green pass. E chi non si adegua alle nuove regole rischia multe salate e la sospensione.

L'obiettivo dell'Italia è prendere tempo, rallentare il più possibile la diffusione della variante Omicron per avere il tempo di continuare a spingere con la campagna di vaccinazione e i la terza dose per chi ha già avuto prima e seconda. "Noi ci siamo ripresi una normalità, per cui possiamo guardare al Natale e alle feste con relativa tranquillità, al prezzo di 134mila morti" e "quindi vogliamo difendere e difenderemo questa normalità con le unghie e con i denti", ha detto ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi. E il premier intende difendere davanti all'Ue la scelta del tampone obbligatorio alle frontiere anche per i vaccinati e la quarantena di cinque giorni per i no vax in arrivo in Italia.

I 20 giorni di vantaggio dell'Italia sul resto d'Europa

La nuova variante, ha ricordato Draghi, "ha una capacità di diffusione nettamente superiore ad altre e noi abbiamo una situazione relativamente favorevole". Da qui la decisione di "attuare la stessa pratica" per chi entra in Italia dai paesi comunitari "che si usa per i visitatori che provengono dal Regno Unito: un tampone, non credo ci sia molto da riflettere su questo". L'Italia è messa meglio degli altri, per il momento. Per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) "è probabile che Omicron diventi la variante dominante nell’Ue/See entro i primi due mesi del 2022”. Secondo i calcoli del governo, il nostro Paese ha un vantaggio di circa venti giorni rispetto al resto d'Europa, che non può essere sprecato: un "tesoretto" da sfruttare per proteggere quante più persone possibili e superare sia il difficile periodo delle feste sia i primi e più pericolosi mesi invernali, con lo stato di emergenza prorogato fino al 31 marzo 2022.

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