Prima l'alluvione, poi il Covid: il negozio più antico di Scaletta rischia di chiudere

Il grido di allarme delle titolari della merceria Crisafulli in attività dal lontano 1954. Vendite ridotte del 50% e la possibilità sempre più concreta di dover abbassare per sempre la saracinesca

Oltre la pandemia sanitaria c'è anche quella economica a tenere col fiato sospeso i commercianti messinesi. Il coronavirus rischia di dare il colpo di grazia ad un settore che già da anni combatte con una crisi a cui non sembra esserci rimedio. A leccarsi le ferite sono soprattutto i piccoli imprenditori, specialmente quelli che lavorano nei paesi della provincia.

Dietro il bancone dei bar con le lacrime agli occhi e tavolini all'ingresso per fermare i clienti

Scaletta Zanclea non fa eccezione. Dal centro jonico arriva il grido d'allarme di Maria e Graziella Crisafulli, titolari di una merceria che può vantare di essere il negozio più antico del paese. "La nostra attività va avanti da ben 66 anni - raccontano a MessinaToday - ed è la più datata insieme alla rivendita di tabacchi che si trova a poca distanza. Nel 1954 i nostri genitori hanno lasciato il piccolo centro di Sciglio per stabilirsi a Scaletta e iniziare la carriera nel commercio. Sono partiti da zero vendendo scarpe e materiale per i ricami. Negli anni questa merceria è diventata un punto di riferimento per le sarte e gli addetti ai lavori di tutta la riviera jonica, ma adesso il futuro è nero".

Il lockdown della scorsa primavera e le attuali limitazioni hanno fatto crollare il fatturato. "Rispetto al 2019 - spiegano le due commercianti - abbiamo già stimato un calo delle vendite del 50%. Ci sono giorni in cui entra un solo cliente, le strade sono vuote e la gente ha paura di uscire. Ci siamo risollevati a fatica dopo l'alluvione del 2009, ma adesso rischiamo seriamente di abbassare per sempre la saracinesca. Sarebbe una beffa dopo anni di sacrifici e dedizione per portare avanti un'attività fondata con tanto entusiasmo dai nostri genitori. Ma si tratta di un'eventualità che purtroppo abbiamo messo in conto, gli aiuti dello Stato e dell'amministrazione comunale sono arrivati, ma non possono essere sufficienti. La crisi è molto più seria e coinvolge praticamente tutti".

Per la merceria Crisafulli neanche il momentaneo ritorno alla normalità della scorsa estate è stato utile per recuperare i guadagni. "I nostri prodotti si vendono soprattutto durante la stagione invernale, nei mesi estivi andiamo incontro ad un calo fisiologico. Per noi queste ulteriori limitazioni suonano come una beffa, il 2020 non ci ha lasciato neanche un attimo di tregua. Qui sono ancora tante le donne che si dedicano al cucito e al ricamo, siamo ormai l'unica merceria nel raggio di decine di chilometri e nel nostro piccolo contribuiamo a portare avanti una tradizione che rischia di perdersi. Dobbiamo comunque trovare la forza di reagire a questo ennesimo momento difficile. Per questo  siamo vicine a tutti gli altri commercianti che come noi stanno vivendo momenti molto duri".

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