Cronaca

Spettacolo e cultura in crisi, parte da Rete Latitudine la grande mobilitazione: l'appello di 90 enti

Tra le priorità un confronto diretto con la Regione e l’immediato pagamento dei contributi. Il settore non potrà tornare a regime prima della fine del 2021

Uno dei settori messi a dura prova dall’emergenza Covid-19 è senza dubbio lo spettacolo, con la chiusura di  teatri e realtà preposte all’intrattenimento artistico ,intere stagioni sono saltate o rimandate e a pagarne le conseguenze sono  artisti e operatori dello spettacolo. A mobilitarsi in direzione di un confronto costruttivo con la Regione siciliana la Rete Latitudini insieme ad altri 90 enti attivi nel settore dello spettacolo dal vivo siciliano. Un grido dall’allarme dell’intero comparto già in crisi da tempo, che rischia di essere spazzato via dal blocco totale a tempo indeterminato di ogni attività.

Dal 12 di marzo, due le proposte suggerite al presidente della Regione e all’Assessorato competente, per affrontare la profondissima crisi dell’intero settore (teatro, musica e danza). Si chiede innanzitutto  l’immediato pagamento dei contributi, già stanziati e assegnati per gli anni passati e il reintegro del Furs 2019, improvvidamente ridotto In secondo luogo  si chiede la semplificazione e lo sveltimento delle procedure di assegnazione e pagamento dei finanziamenti dal 2020 in poi, adeguandole a quelle adottate per il Fusministeriale.

In programma un incontro in videoconferenza tra l’assessore regionale Manlio Messina e i rappresentanti dell’intero comparto per chiedere la modifica dei criteri dei contributi per il biennio 2020/21, che per forza di cose non potranno finanziare una programmazione ormai puramente ipotetica per il perdurare dell’emergenza. Dovranno essere piuttosto sostenere delle imprese, alla tutela degli assetti occupazionali e agli investimenti per la ripresa dell’intero settore. Va inoltre esaminata la necessaria interpolazione tra Regione e Governo per il corretto impiego degli interventi finanziari dedicati, già stanziati dal Mibact la cui spesa sarà delegata alle varie regioni.
 
Considerata la situazione attuale il settore non potrà tornare a regime prima della fine del 2021. Questi i numeri dello spettacolo dal vivo in Sicilia: volume d’affari annuo oltre 42 milioni di euro, con la produzione di oltre 11 mila spettacoli; oltre 800 luoghi di spettacolo e organizzatori di eventi (dati Siae 2018);   12.156 lavoratori attivi, con 1.443.601 giornate lavorative e retribuzioni per circa 115 milioni (dati INPS 2018); 46 organismi di produzione, di cui 10 pubblici, censiti dal MIBACT;  oltre 120 organismi, di cui 16 pubblici, censiti dalla Regione (un numero almeno doppio sono quelli che operano stabilmente o periodicamente senza accesso a contributi pubblici).
 
 

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