Morto a Cristo Re, la clinica relaziona al sindaco: "Ritardi nei tamponi e senza dispositivi di sicurezza"

Ieri il decesso di un anziano ricoverato insieme all'uomo trasferito per coronavirus al Policlinico. Si attendono i risultati di sei test. Carenza di mascherine e presidi sanitari

Regna la paura e l'incertezza all'interno della clinica Cristo Re dove potrebbe essersi sviluppato il terzo focolaio di coronavirus, dopo gli episodi della casa di cura di via primo settembre e del Neurolesi.

Una situazione sempre più allarmante anche dopo le parole del sindaco De Luca sulla crescita esponenziale del virus in città e la richiesta di alcuni deputati regionali di dichiarare Messina zona rossa.

A Cristo Re il personale sanitario è pronto ad inviare un'accurata relazione in cui si evidenziano carenze e ritardi con cui medici e infermieri sono costretti a gestire la situazione d'emergenza.

Ieri la morte sospetta di un paziente di 80 anni sottoposto a tampone insieme ad altri sei degenti, poiché entrati in contatto con il primo contagiato nella clinica, successivamente trasferito al Policlinico.

Trimarchi: “Situazione sotto controllo, chiesti sei tamponi”

La salma dell'anziano, deceduto in seguito a problemi respiratori,  è rimasta all'interno della clinica. Si attendono i risultati dei tamponi richiesti subito dopo aver accertato la positività del primo paziente.

A ciò si aggiunge la mancanza di presidi sanitari fondamentali per lavorare in sicurezza in una situazione sempre più delicata e rischiosa. 

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