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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Coronavirus, due morti nelle ultime 24 ore e 150 persone ricoverate: i dati dell'ufficio per l'emergenza

Ancora 793 nuovi casi a Messina e provincia. Stabile rispetto a ieri la situazione negli ospedali con 16 posti letto occupati nelle terapie intensive. Secondo gli esperti i contagi saliranno ancora un po': "Pasqua banco di prova". Il monitoraggio della Fondazione Gimbe

Ancora due morti per il Coronavirus a Messina e 793 nuovi casi a Messina e provincia che portano a 13.775 il numero degli attuali positivi. E' quanto risulta dal report giornaliero dell'Ufficio per l'emergenza Covid. Stabile rispetto a ieri la situazione negli ospedali con 16 posti letto occupati nelle terapie intensive (14 al Policlinico e 5 al Papardo). 

Così il report per i ricoveri: al Papardo 22, al Cutroni Zodda di Barcellona 30, al Policlinico 86, al Piemonte 5, all'Irccs Neurolesi 7.

I contagi comune per comune

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In che mese ne saremo davvero fuori

Intanto, dalla mezzanotte di oggi il green Pass va parzialmente nel cassetto (qui il riepilogo di cosa cambia da domani 1 aprile). Anche per gli esperti non si può parlare di una quinta ondata perchè il virus è ancora tra noi, ha rialzato la testa ma - come ha spiegato abrizio Pregliasco, virologo direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi e docente della Statale di Milano, in un'intervista al quotidiano Repubblica - i contagi saliranno ancora per un po', Pasqua sarà il banco di prova, ma entro fine maggio ne saremo fuori.  "La variante Omicron 2 è molto più contagiosa, anche più del morbillo e della varicella, e ha una grande capacità di colpire i giovani e i bambini: nella fascia di età tra 5 e 11 anni abbiamo solo il 34% di vaccinati con due dosi. - ha aggiunto Pregliasco - Gli sbalzi termici di questo periodo ci espongono maggiormente ai virus. E a completare il quadro si è aggiunto un abbassamento comprensibile del livello di attenzione. Non è una nuova ondata, è solo un rialzo dei casi. Ne vedremo la fine entro il 31 maggio".

"Pasqua sarà il banco di prova perché ci si sposta di più, ci si incontra. Ci sarà ancora una crescita e poi andranno a scemare. - ha aggiunto ancora Pregliasco - il virus resterà endemico con un andamento ciclico. E dunque rimarrà la necessità di proteggere i fragili. Ma io non parlerei di quarta dose, quanto di richiami annuali. E mi auguro che stavolta l'Europa non ripeta l'errore di AstraZeneca e abbia un approccio comune. Anche sui tempi". "Non si può andare avanti in emergenza, si deve passare a una fase graduale di convivenza con il virus. Quando facciamo la doccia non apriamo l'acqua calda tutta insieme, la regoliamo un po': lo stesso è con il virus. Ad esempio le mascherine al chiuso le terrei: sono una norma di buon senso che va accettata", ha concluso il professor Pregliasco.

L'ultimo bollettino Covid, diffuso dal Ministero della sanità, certifica 77.621 nuovi contagiati, 170 morti e 55.303 guariti. Sul fronte dei ricoveri si registrano meno sei ingressi nelle terapie intensive mentre sono in aumento di 131 unità i ricoveri. Sono stati, invece, 524.899 i tamponi effettuati con un tasso di positività pari al 14,8% (-0,3%). Sono, invece, 135.870.869 le dosi di vaccino somministrate in totale.

A proposito di ricoveri, c'è un elemento che va rimarcato. In ospedale chi viene ricoverato all’interno dei reparti Covid molto spesso ci finisce non a causa dei deficit respiratori legati alle complicanze del virus. Le polmoniti interstiziali bilaterali sono sempre più rare. La stragrande maggioranza dei pazienti sono persone che arrivano in ospedale con delle patologie, magari con un quadro clinico già complesso, e al tampone in ingresso o allo screening prima di un intervento chirurgico risultano positivi. A quel punto diventano pazienti Covid, ma la loro intensità non è più dettata dal Covid come nelle prime ondate, ma è bensì la sua patologia a determinare la gravità e il conseguente ricovero.

Il monitoraggio della fondazione Gimbe

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 23-29 marzo 2022, rispetto alla precedente, una sostanziale stabilità dei nuovi casi (504.487 vs 502.773, pari a +0,3%) e dei decessi (953 vs 924, pari a +3,1%, di cui 64 riferiti a periodi precedenti. In aumento i casi attualmente positivi (1.266.878 vs 1.200.607, +66.271, pari a +5,5%), le persone in isolamento domiciliare (1.256.651 vs 1.191.183, +65.468, pari a +5,5%), i ricoveri con sintomi (9.740 vs 8.969, +771, pari a +8,6%) e le terapie intensive (487 vs 455, +32, pari a +7%). 'Dopo due settimane di netto incremento- dichiara il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta- i nuovi casi settimanali sembrano essersi stabilizzati intorno a quota 500mila, con un incremento dello 0,3% e una media mobile a 7 giorni che rimane ferma intorno ai 72mila casi. Tuttavia, in questo momento è difficile fare previsioni, sia per l'eterogenea situazione a livello regionale, sia perché nelle grandi regioni del nord, dove risiede oltre un terzo della popolazione italiana, non si vedono al momento segnali di consistente circolazione virale'. Infatti, nella settimana 23-29 marzo si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi in 10 regioni e un decremento in 11: dal +17,8% della provincia autonoma di Trento al -16% dell'Umbria. In 55 province si registra un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente, in 52 un decremento.

Messina sempre ai primi posti per incidenza dei contagi

Scendono da 38 a 34 le province con incidenza superiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti: Lecce (1.774), Avellino (1.457), Perugia (1.372), Reggio di Calabria (1.354), Messina (1.353), Crotone (1.351), Teramo (1.321), Ascoli Piceno (1.313), Bari (1.308), Rieti (1.303), Benevento (1.272), Potenza (1.241), Fermo (1.226), Brindisi (1.190), Lucca (1.172), Terni (1.162), Latina (1.133), Massa Carrara (1.128), Grosseto (1.113), Chieti (1.113), L'Aquila (1.106), Frosinone (1.103), Siena (1.090), Ancona (1.087), Padova (1.076), Taranto (1.073), Vibo Valentia (1.064), Foggia (1.057), Caserta (1.050), Livorno (1.047), Agrigento (1.044), Arezzo (1.019), Salerno (1.011) e Matera (1.004). Si registra un lieve aumento del numero dei tamponi totali (+3,2%): da 3.220.105 della settimana 16-22 marzo 2022 a 3.323.770 della settimana 23-29 marzo 2022. In particolare, i tamponi rapidi sono aumentati del 4,1% (+104.158) mentre quelli molecolari sono diminuiti dello 0,1% (-493). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi molecolari è stabile al 13,4%, mentre quella degli antigenici rapidi si riduce dal 16,2% al 15,7%.

'Sul fronte degli ospedali- afferma la responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe, Renata Gili- si rileva un'inversione di tendenza nei posti letto occupati da pazienti Covid in terapia intensiva (+7%) e prosegue l'incremento dei ricoveri in area medica (+8,6%)'. In particolare, in area critica dal minimo di 447 il 24 marzo i posti letto occupati sono risaliti a 487 il 29 marzo; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, sono risaliti a quota 9.740 il 29 marzo. Al 29 marzo il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 15% in area medica e del 5% in area critica, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente. Sono 13 le regioni che superano la soglia del 15% in area medica, con la regione Calabria che arriva a toccare quota 34,1%; Calabria e Sardegna superano la soglia del 10% in terapia intensiva. 'Di fatto stabile- sottolinea il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti- il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni si attesta infatti a 45 ingressi/die rispetto ai 42 della settimana precedente'. Dopo sei settimane consecutive si arresta il caso dei decessi: 953 negli ultimi 7 giorni (di cui 64 riferiti a periodi precedenti), con una media di 136 al giorno rispetto ai 132 della settimana precedente. Al 30 marzo (aggiornamento ore 06.18) l'85,6% della popolazione (50.723.408) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+20.976 rispetto alla settimana precedente) e l'83,9% (49.744.767) ha completato il ciclo vaccinale (+56.309 rispetto alla settimana precedente). In ulteriore calo nell'ultima settimana il numero di somministrazioni (302.123), con una media mobile a 7 giorni di 43.160 somministrazioni/die: si riducono del 14,1% le terze dosi (233.722) e del 21,9% i nuovi vaccinati (14.697). Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d'età (dal 99,4% degli over 80 al 37,4% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l'88,9%, nella fascia 70-79 l'87,8% e in quella 60-69 anni l'84,6%. Nella settimana 23-29 marzo si registra un ulteriore calo dei nuovi vaccinati: 14.697 rispetto ai 18.830 della settimana precedente (-21,9%). Di questi il 24,8% è rappresentato dalla fascia 5-11: 3.642, con un calo dell'8,5% rispetto alla settimana precedente. Scende ancora tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati, attestandosi a quota 3.105 (-24,8% rispetto alla settimana precedente). Al 30 marzo sono ancora 6,94 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,51 milioni protette solo temporaneamente in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni. Di conseguenza, le persone attualmente vaccinabili sono circa 4,43 milioni, un dato che continua a non tener conto delle esenzioni di cui non si conosce il numero esatto.

Le raccomandazioni

'Ormai da tempo- dichiara Cartabellotta- le narrative della politica e le percezioni della popolazione tendono a identificare la scadenza dello stato di emergenza con la fine della pandemia, che ovviamente non può coincidere con una scadenza burocratica. Infatti, complice l'incauto calo di attenzione che ha portato allo stallo della campagna vaccinale e all'allentamento delle precauzioni individuali, al 30 marzo si registrano più di 500mila nuovi casi in 7 giorni con oltre 1,26 milioni di casi positivi che in due settimane hanno determinato un aumento di oltre 1.500 posti in area medica e invertito il trend delle terapie intensive. Con quasi mille decessi a settimana'. 'Ecco perché- conclude- bisogna guardare al prossimo futuro con ottimismo e fiducia, ma anche con prudenza e responsabilità, viste le incertezze su possibili nuove varianti e durata della copertura vaccinale. Dal canto suo, la Fondazione Gimbe, che continuerà a pubblicare il monitoraggio settimanale anche dopo il 31 marzo, formula alcune raccomandazioni per la convivenza con il Sars-CoV-2, al fine di garantire un'estate più tranquilla possibile e, soprattutto, di arrivare preparati alla prossima stagione autunno-inverno'. Le 4 raccomandazioni individuali: completare il ciclo vaccinale con tre dosi (quattro per le persone immunocompromesse); continuare ad indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, all'esterno in condizioni di assembramento e quando si è a contatto con persone fragili; eseguire il tampone in caso di sintomatologia compatibile con Covid-19 e, ultima, rispettare l'isolamento in caso di positività o in presenza di sintomatologia compatibile con COVID-19 nell'attesa di eseguire il tampone. Le 6 raccomandazioni di sistema: mettere in campo interventi di comunicazione efficaci al fine di vincere l'esitazione vaccinale del maggior numero possibile di persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino o che non hanno ancora ricevuto la dose booster, oltre che dei genitori dei bambini non ancora vaccinati; mantenere l'obbligo di mascherine al chiuso e nei luoghi affollati sino a quando la circolazione del virus non si sarà sensibilmente ridotta; implementare interventi di formazione per i medici di medicina generale affinché prescrivano tempestivamente i farmaci antivirali disponibili ai soggetti a maggior rischio di malattia severa; implementare interventi strutturali per migliorare l'aerazione di spazi chiusi come uffici pubblici o aule scolastiche, per le quali si attendono ancora le linee guida nazionali; potenziare il sistema di sequenziamento delle varianti virali e, ultima, pianificare la campagna vaccinale autunnale, monitorando l'efficacia vaccinale sulla malattia severa ai fini di un'eventuale somministrazione del secondo booster (quarta dose) per i soggetti a maggiore rischio.

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