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Natale tra divieti anti Covid, Musumeci: "Preoccupati per rischio esodo al Sud"

Il timore è che si ripeta quanto accaduto alla vigilia del lockdown di marzo, quando soprattutto le stazioni sono state prese d'assalto da cittadini intenzionati a tornare nelle regioni d'origine prima che scattassero i blocchi. Il governatore: "Non possiamo rischiare di far correre di nuovo il virus"

Le immagini di marzo quando, alla vigilia del lockdown per il Coronavirus, la stazione di Milano è stata letteralmente presa d'assalto da cittadini intenzionati a tornare nelle regioni d'appartenenza (soprattutto al Sud) prima che venissero attuati blocchi è ancora negli occhi di tutti. E si teme che scene simili possano ripetersi in questi giorni, prima dello stop agli spostamenti deciso per Natale. A parlare di "rischio reale" è, primo fra tutti, il presidente della Regione Nello Musumeci che annuncia misure per contenere l'esodo verso il Sud.

“Il rischio di un nuovo esodo verso il Sud è un fatto reale, che non può non destare preoccupazione. Per questo ho ritenuto di chiedere al nostro Comitato scientifico di valutare alcune misure di contenimento e sorveglianza sanitaria, che vorremo condividere anche con il ministero della Salute", annuncia Musumeci.

Il Dpcm stabilisce che "dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E' comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1°gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune". 

"C’è - prosegue il governatore - un sostanziale miglioramento in Sicilia e si inizia finalmente a vedere una progressiva regressione della pressione sulle strutture ospedaliere. Non possiamo, quindi, rischiare di far correre di nuovo il virus per comportamenti individuali che appaiono improntati a superficialità. Lo dobbiamo alle tante vittime che abbiamo avuto e alla straordinaria passione con cui migliaia di operatori hanno adempiuto con professionalità alla loro missione di vita”.

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