Cronaca

Coronavirus, esposto in procura su gestione del personale, tamponi e mancata riapertura del Neurolesi

Il sindacato Fp Cgil ha trasmesso la denuncia ai magistrati e all'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, anche la Uil chiede conto sul destino dei dipendenti del presidio sanitario

Finisce in procura la gestione del Centro Neurolesi. Il sindacato Fp Cgil ha presentato un esposto alla magistratura e anche all'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e ai direttori dell'Irccs firmato dai segretari Antonio Trino e Francesco Fucile.

Nell'esposto si legge: "Duole doverLe rappresentare come la confusione e l’improvvisazione regnino sovrane presso l’IRCCS di Messina.  Malgrado le Sue raccomandazioni di voler costantemente informare le OO.SS. circa le determinazioni  per affrontare l’emergenza COVID 19, il management ormai va avanti in solitaria e con una modalità a dir poco agghiacciante.  Il personale è allo sbando perché non ci sono direttive scritte, ma tutto corre sul filo del “si dice”, “…..ha detto”, “mi hanno detto di dirvi” e via dicendo, tant’è che dopo la chiusura per le note motivazioni della struttura di Casazza il personale è ancora a casa e non si sa a che titolo e quale istituto giuridico è stato applicato.  Nessuna risposta alle nostre richieste di chiarimenti, nessuna risposta ai lavoratori circa gli esiti dei tamponi effettuati, nessuno dice ai lavoratori a casa come comportarsi, noi non abbiamo notizie certe di cosa si stia facendo e non abbiamo elementi per poter rassicurare i lavoratori - si legge -  abbiamo notizie di riunioni convocate sul passaparola, su decisioni assunte in totale autonomia e su disposizioni impartite tramite passaparola o, nella migliore delle ipotesi, attraverso una semplice mail (non PEC) e soprattutto da chi non ha un ruolo ufficiale per impartire disposizioni di una certa caratura.  Vorremmo capire se esiste una direzione strategica, quali siano gli atti che si stanno ponendo in essere, perché non vi sono disposizioni di servizio scritte, eccezion fatta per le mail di cui sopra a firma di un direttore di S.C. che, con il dovuto rispetto per le indiscusse competenze, non ha titolo per fare disposizioni che prevedano la modifica dell’organizzazione lavorativa delle altre UU.OO.  

Vorremmo comprendere, non avendo ricevuto alcuna risposta, se sotto l’effige dell’emergenza possano essere assegnati incarichi remunerati ad personam, senza alcun criterio e confronto con le OO.SS. e se detto “incaricato”, sempre col dovuto rispetto per le indiscusse capacità, è legittimato (verbalmente, manco a dirlo!) a gestire il personale del comparto: ci chiediamo in caso di un qualsivoglia problema su chi ricade la responsabilità, non essendoci disposizioni scritte.  Vorremmo notizie riguardo i DPI, stante l’assoluto silenzio alle nostre missive in merito e, soprattutto, capire perché il personale dopo circa 14gg non ha notizie dell’esito del tampone, con tutto ciò che ne consegue.  Vorremmo comprendere perché non si hanno notizie certe sulla riapertura del presidio Casazza.  Gentile Assessore, le criticità gestionali sopra esposte, vanno a sommarsi a quelle precedentemente denunciate e sulle quali siamo ancora in attesa di riscontro e ci riferiamo alle ormai note delibere di fine 2019 con le quali si è ingenerata una confusione fra personale della ricerca e dell’assistenza.  In conclusione, riteniamo inaccettabile tale modalità gestionale di una azienda pubblica, molto più simile ad una piccola ditta individuale che, chiaramente, non è soggetta alle più elementari norme sulla trasparenza e sull’anticorruzione; con tutta la pazienza e buona volontà, consci della delicatezza del momento e delle indiscutibili difficoltà, non possiamo sottacere di fronte a tutto questo, perché verremmo meno al nostro mandato di tutela dei lavoratori, per cui chiediamo un Suo autorevole intervento per ripristinare la “normalità”: sono i lavoratori a chiederlo!".

Anche la Uil Fpl ha richiesto, ma senza esposto in procura, notizie sulla riapertura del presidio nella nota del segretario generale Pippo Calapai e dei segretari aziendali di Piemonte e Irccs-Neurolesi, Maurizio Celona e Nino Nunnari. “Giova ricordare - scrivono - che tale presidio riveste un’importanza strategica particolare per quanto riguarda la ricerca, ma soprattutto nell’assicurare l’assistenza a pazienti particolarmente fragili che necessitano trattamenti di neuroriabilitazione, oltre a garantire anche numerosi posti di lavoro. Infatti sembrano particolarmente eccessivi i ritardi ad oggi accumulati, senza alcuna notizia in merito all’apertura del centro, stante che, la sanificazione degli ambienti è stata effettuata ed  ancora  numerosi lavoratori , che non sono in quarantena, sono stati privati dalla loro attività lavorativa".

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