Cronaca

Coronavirus Fase2, Penna indica il modello Udine: “Suolo pubblico libero ma strade chiuse al traffico”

Il presidente di Millevetrine rilancia la sua idea di mobilità intelligente da cui occorre ripartire per avviare una nuova era. “Monopattini elettrici, e-bike e biciclette tradizionali dovranno essere i veri protagonisti della rinascita”

L'idea ce l'ha chiara già da tempo il sindaco Cateno de Luca. Suolo pubblico gratuito a ristoratori e locali, per aiutarli a superare la crisi da coronavirus e la Fase2 con misure di distanziamento sociale previste. Ma non ci può essere, in una città come Messina, un provvedimento del genere se non si parte dalla consapevolezza che bisogna chiudere gran parte della città, in particolare in centro storico, alle auto.

Torna a riproporre, oggi più che mai, la necessità di una pedonalizzazione a vantaggio dei commercianti, il presidente dell'associazione Millevetrine, Sandro Penna. “Quella che si presenta con la fase2 dell'emergenza coronavirus è una occasione storica, per avvicinare la città al nord Europa, in funzione della gente non delle macchine. Una possibilità non solo per Messina ma per tutta l’Italia”.

Penna ha commentato positivamente anche l'iniziativa a Udine, dove l’accordo tra sindaco e rappresentati di categoria ha individuato tutta una serie di misure che passano dalla concessione del suolo  pubblico al 100 per cento, chiusura mirata di alcune vie per dare modo ai locali e ai ristoranti di utilizzare gli spazi esterni anche sulla strada che passa dalla Smart Mobility.

“L'emergenza può diventare uno stimolo, - spiega Penna - per compiere quell’atto di coraggio che può cambiare la vivibilità a 360 gradi e che ci ha visto da sempre sostenitori per consentire con poche mosse una qualità della vita migliore, consentendo alle persone di riappropriarsi di spazi finora ostaggio di traffico veicolare e parcheggi”.

Secondo Sandro Penna “l’intuizione di concedere il suolo pubblico è certo  fondamentale per dare ossigeno a ristoratori, commercianti, soprattutto nei luoghi della movida. Di certo nel centro storico, per zone come la via Lepanto, così come nella via dei Mille non può prescindere da una chiusura al traffico che coinvolge gran parte delle vie limitrofe. L’idea in fase di realizzazione a Udine bisognerebbe applicarla al massimo della sua potenzialità in tante strade di Messina, dalla via Cesare Battisti bassa a un bel tratto della via Cavour, dalla via Garibaldi alta alla Via dei Mille. Certo, città tradizionalmente smart saranno più avvantaggiate nella ripartenza ma anche Milano si appresta a ridisegnare le sue strade in ottica ciclabile, di mobilità smart e sostenibile, proprio per le misure Covid-19. Pochi interventi di segnaletica e pitturazione, darebbero già grandi risultati anche a Messina in funzione di una mobilità sostenibile, vale a dire biciclette, monopattini, car sharing. Sono l’unica strada per sopperire alla diminuita capacità che giocoforza avranno i mezzi pubblici”.

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