Cronaca

Funerali al fratello del boss, Carrubba: “Dal Comune nessuna omissione nè responsabilità”

Il direttore generale torna a parlare del corteo funebre che sabato scorso ha accompagnato il feretro di Rosario Sparacio. “I dipendenti del Gran Camposanto hanno fatto rispettare il divieto di ingresso”. Nessuna segnalazione alla polizia municipale sull'assembramento

Rossana Carrubba

"In questa spiacevole vicenda gli uffici comunali che ne sono stati interessati hanno correttamente operato e nessuna responsabilità od omissione è ad essi attribuibile. Diversamente non si sarebbe esitato ad adottare i provvedimenti sanzionatori". A dirlo è Rossana Carrubba, segretario e direttore generale del Comune di Messina, tornando a parlare del caso del corteo funebre che sabato scorso ha accompagnato il feretro di Rosario Sparacio, fratello del boss, poi pentito, Gino, dall'abitazione in cui si è verificato il decesso al cimitero.

Sulla vicenda la Procura della città dello Stretto ha aperto un'inchiesta conoscitiva, un fascicolo cioè che punta a verificare se ci siano estremi di reato. Intanto, il Comune ha avviato un'inchiesta interna per accertare il corretto operato degli uffici e dei dipendenti comunali, che, in relazione alle mansioni svolte, hanno avuto un ruolo nella vicenda. "In primo luogo occorre precisare che i dipendenti addetti alla custodia e al ricevimento delle salme del Gran Camposanto - spiega il segretario generale - hanno fatto rispettare, anche in questo caso, il divieto di ingresso dell'utenza come in tutti i cimiteri suburbani, ad eccezione degli operatori delle onoranze funebri. Nella fattispecie, dunque, nessuna disparità di trattamento è stata commessa dai dipendenti, in quanto non è stato consentito a nessuno, tra le persone che accompagnavano il feretro, l'ingresso al Cimitero monumentale". Un ulteriore approfondimento è stato condotto rispetto all'attività della Polizia municipale.

"Il corteo funebre, dalle notizie di stampa - puntualizza Carrubba - , si è formato intorno alle 15.30 dinanzi all'abitazione in cui si è verificato il decesso del signor Sparacio che dista 1,8 km (percorso carrabile) dal Gran Camposanto". Durante il tragitto effettuato dal 'corteo', denuncia il segretario generale la centrale operativa della Polizia municipale "non ha ricevuto alcuna telefonata o qualsivoglia segnalazione in ordine alle violazioni che si stavano perpetrando in quella zona della città". I servizi di controllo con quattro pattuglie in auto nella fascia pomeridiana sono stati effettuati in altre zone. "Certamente se fosse giunta una segnalazione dell'assembramento formatosi - assicura il segretario generale -, le pattuglie in servizio si sarebbero dirette sui luoghi per ripristinare le regole, sanzionare e denunciare i trasgressori".  

"La gravità dell'accaduto rendeva necessario allontanare qualsiasi sospetto sulla struttura organizzativa comunale", sottolinea Carrubba, spiegando che "l'impegno per la diffusione di una cultura della legalità e contro ogni forma di criminalità rappresenta un punto fermo dell'azione amministrativa comunale, sempre improntata a permeare i comportamenti e la coscienza di ciascun dipendente affinché possa attendere con coraggio ed onestà ai propri compiti quotidiani".

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