Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Coronavirus, un esercito di ventimila stagionali ridotti alla fame: “Protocolli per la sicurezza ma occorre ripartire”

Le proposte alla Legge finanziaria per garantire reddito e tutele ai lavoratori del turismo e del commercio esclusi dagli ammortizzatori sociali previsti nel decreto “Cura Italia”. Gli emendamenti di Filcams-Cgil e della Uiltucs-Uil

Foto di repertorio

Hanno terminato la disoccupazione il 1 gennaio e  non hanno speranze di riprendere a lavorare. E’ un dramma nel dramma la situazione dei lavoratori stagionali, quelli, per intenderci, che per loro stessa natura, hanno una occupazione limitata nel tempo. Quello del 2020 per tutti loro si preannuncia un anno nero. Lo hanno ribadito le segreterie regionali della Filcams-Cgil e della Uiltucs-Uil che in una nota inviata al presidente della Regione Musumeci ed alla V Commissione dell’Ars hanno proposto una serie di emendamenti alla Legge finanziaria per garantire reddito e tutele ai lavoratori stagionali del turismo e del commercio esclusi dagli ammortizzatori sociali previsti nel decreto “Cura Italia”.

Disoccupato e senza bonus, il dramma di un cuoco messinese

“Lavoratori che – evidenziano i segretari generali di Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil Messina Francesco Lucchesi e Francesco Rubino - a causa del carattere stagionale della loro prestazione lavorativa operano con contratti a tempo determinato di circa otto mesi e solitamente il loro reddito trova la copertura per l’intero anno grazie alla Naspi. Questi lavoratori che hanno terminato il periodo di disoccupazione tra il 1 gennaio 2020 e la data di entrata in vigore del DPCM n.18 del 17/03/2020 non sono stati riassunti dalle aziende per la stagione in corso a causa della diffusione del virus e delle misure restrittive introdotte e sono rimasti senza contratto, senza ammortizzatore e quindi senza alcun reddito. Sono ventimila gli addetti operanti nella nostra provincia che si trovano in questa difficile condizione”.

Le categorie sindacali chiedono la previsione di misure di sostegno al reddito, ulteriori interventi alla ripresa delle attività, tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, specifiche azioni di rilancio e di contrasto al lavoro nero. Le proposte riguardano un periodo aggiuntivo di Naspi pari a 9 settimane per questi lavoratori che hanno cessato il periodo di Naspi nell’anno 2020 e un periodo di disoccupazione per il 2020 pari al periodo lavorato. Inoltre ai lavoratori delle imprese che riprenderanno l’attività in maniera graduale mantenendo la riduzione dell’orario settimanale si chiede di garantire una indennità ad integrazione dell’ammortizzatore sociale fino al raggiungimento del 100% della retribuzione mensile.

“Le nostre proposte guardano - proseguono Lucchesi e Rubino - anche alla ripartenza delle attività, proponendo specifici protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro concordati con le organizzazioni sindacali, una specifica commissione straordinaria finalizzata a consentire percorsi di riqualificazione del settore in un’ottica di sistema, per cogliere la sfida di un servizio turistico che dovrà riqualificarsi ed essere innovativo e con più sicurezza, in relazione alle mutate esigenze del cliente durante e dopo l’emergenza Covid-19”.

Filcams e Uiltucs chiedono inoltre una commissione per la lotta all’abusivismo che ha il compito di colpire il lavoro nero in tutte le sue forme, di vigilare sul sistema degli appalti nel settore privato del turismo e del commercio e dei servizi, con particolare attenzione all’applicazione dei contratti collettivi nazionali, alle condizioni di lavoro ed alla applicazione delle norme di sicurezza.

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