Cronaca

Coronavirus e marittimi contagiati, al danno la beffa: giallo sul costo dei tamponi detratti dallo stipendio

Proteste sui costi addebitati al personale sottoposto ai test. “Adesso vogliamo sapere di chi è la colpa se si sono ammalati”. Dalla società spiegano: “Hanno preso un abbaglio, sono i costi della malattia, rimborserà l'Inps”. I chiarimenti dall'Ente previdenziale e dall'Asp

Al danno la beffa. Sta creando qualche malumore la vicenda dei positivi al Covid tra i marittimi della Liberty Lines. Secondo il sindacato Orsa le buste paga sono state alleggerite caricando i costi del tampone, quasi 50 euro, ai dipendenti che si sono ammalati e ai colleghi che di rimando hanno dovuto effettuare il test per verificare il contagio per se stessi e per i propri familiari.

“Adesso vogliamo sapere – si legge in una nota - Sono state prese le misure necessarie? È stato rispettato il dpcm? Noi crediamo che c'è un' irresponsabilità da parte di tutti gli enti preposti. Se ci sono questi contagi, vuol dire che non si è rispettato il dpcm”.

Ancora un marittimo della Liberty positivo al Covid

Il sindacato, che chiama in causa anche il Coteco, l'organismo costituito per vigilare in materia di scurezza legata all'emergenza coronavirus, stigmatizza  l’addebito dei costi del tampone ai marittimi in particolare e alle loro famiglie. “Abbiamo saputo dai nostri iscritti e non, che è stata trattenuta nel loro statino un’ indennità proc.tamp /test.COVID.19 costo 47,81 euro, ci domandiamo ma il test non è a carico del servizio sanitario? Perchè lo fanno pagare hai lavoratori marittimi? Un’anomalia molto strana, solo in Italia può succedere”.

Ma per l'azienda, anche se la voce in busta paga non lascerebbe molti dubbi, il sindacato avrebbe preso una cantonata. “I tamponi li paga l'azienda. A tutti. Potrebbero anche essere messi a carico del servizio sanitario nazionale ma per non allungare i tempi si preferisce pagare. Gli importi nelle buste paga non sono i costi dei tamponi ma le giornate di quarantena o sospensione dal servizio che secondo l'Inps sono assimilabili alla malattia e poi rimborsati dall'ente previdenziale”. 

Un aspetto che conferma il direttore dell'Inps, Marcello Mastrojeni, con qualche distinguo. "I giorni di quarantena vengono rimborsati sicuramente dall'Inps. In realtà più che al dipendente rimborsiamo all'azienda che in genere anticipa i costi. Diverso il caso in cui ci sia l'effettivo contagio: in quest'ultima ipotesi interviene l'Inail perchè si configura come un infortunio sul lavoro”.

Perchè dunque quella voce in busta paga?

Dall’Asp intanto spiegano che il tampone è carico dell’Asp solo se devi fare ingresso in una struttura ospedaliera pubblica e nei casi previsti espressamente dall’ordinanza del presidente della Regione per quanto riguarda i rientri in territorio nazionale dai paesi considerati maggiormente a rischio, attualmente Croazia, Malta, Spagna e Grecia.

Se un soggetto presenta  sintomi che secondo il medico curante sono ascrivibili ad infezione da Covid, è il medico curante stesso che farà richiesta di tampone di verifica. In tal caso i costi sono a carico del sistema sanitario nazionale. In tutti gli altri casi, il test è a carico dei richiedenti. In questo caso il richiedente è la Liberty Lines.

La voce inserita in busta paga

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